C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Basta con l’idea di educare

31 agosto 2013 alle 22:01

Strano ke lo dica 1 ke come me insegna da 30 anni, no?

Ma ho i miei motivi, ovviamente.

Resto convinto del fatto ke insegnare abbia 1 senso e ke possa essere 1 contributo importante verso la xsona e verso la società.

Forti dubbi, invece, ho sull’educazione. Anke e soprattto genitoriale.

Cosa intendiamo x educazione? Troppe accezioni mi risultano negative. Ad esempio, l’educare 1 bambino alle regole della società.

Trovo ke troppo spesso l’educazione sia plagio, costrizione, vincolo, malformazione.

X certi aspetti considero l’educare ad 1a società come il diseducare ad 1’altra.

Proprio l’educazione ha prodotto devastazioni nei secoli passati. Noi tendiamo sempre a dare 1 significato positivo al termine, ma l’educazione può essere anke negativa. Alla fine ttto dipende da ki sia l’educatore.

Penso ke la Verità Cosmica sia dentro ogn1 di noi, l’Amore, e ke l’educazione avvicinandoci a regole degli uomini ci porti lontano da ciò ke è il nostro spirito.

Quindi?

Niente educazione, semmai informazione, poi sarà la xsona a trovare la propria strada e ad autoeducarsi.

Niente educazione, semmai aiutare la xsona a rikiamare la Verità propria ke ha nella sua anima.

L’anima nn ha bisogno di essere educata. Semmai ha bisogno di comprendere, ma sono 2 cose molto diverse.

TAG: pensieri

5 Commenti

  1. Mariangela ha scritto il alle :

    Concetto sicuramente non facile che in parte mi trova d’accordo.

    Penso all’educazione genitoriale, cosa che al momento mi preme molto, ovvio che si tenda ad educare. Anche noi stessi lo siamo stati e ci hanno spesso inculcato i concerti di maleducazione e ineducazione. Non facile quindi non venire trascinati da ciò.

    Chi come noi sta intraprendendo un percorso chiamiamolo New Age, si può domandare in effetti come o se deve educare un bimbo che, per esempio come il nostro sembra essere più saggio di noi stessi genitori (probabilmente ha più vite), come ci si deve approcciare in una situazione come questa. Certo tu lo esamini da un punto di vista generale, mentre io in effetti a volte mi chiedo, nel mio caso specifico, cosa sia meglio fare. il tuo suggerimento, anche se di non facile applicazione, per la tendenza di cui sopra, mi pare buono

  2. fradefra ha scritto il alle :

    Sì, certo 🙂
    Infatti io col “nn educare” nn intendo dire ke debba essere lasciato solo ad imparare da sé. Intendo dire ke bisognerebbe dargli delle informazioni, ma evitando di influenzarlo con cose ke sono solo atteggiamenti della nostra società e nn necessariamente verità universali.

    La verità ke ha dentro è uguale a quella ke abbiamo noi. Solo ke + facilmente lui la ricorda + di noi ke ormai siamo incapsulati nei costrutti della vita.

    Crediamo di aiutarlo, invece lo allontaniamo.

    Il ke nn vuol dire ke nn dobbiamo insegnargli a soffiarsi il naso 🙂

  3. Mariangela ha scritto il alle :

    Si certo avevo capito, a volte infatti penso al fatto che i genitori battezzino i propri figli, spesso non essendo praticamente cattolici neppure loro, non frequentando la chiesa. Che significato ha?

    Certo, il bimbo non è marchiato a vita, potrà fare le sue scelte, ma in quel momento tu genitore hai deciso per lui, perché non aspettare che sia lui ha prendere quella o qualsiasi altra decisione?

    Perché così vuole la nostra società, non il singolo individuo.

  4. Angelo ha scritto il alle :

    qui si aprirebbe un abisso dell’Analisi transazionale.

    l’IO GENITORE è quello che abbiamo recepito a nostra volta dai nostri genitori, ma possiamo decidere tramite IO ADULTO di cambiare, modificare in maniera più o meno difficile.

    Il ruolo educativo per i figli è a livello psicologico è FONDAMENTALE. NON siamo informatori, ma educatori.

    Un bambino di 10 anni non ha una formazione per prendere decisioni in quanto l’IO ADULTO ( atto a questo ) non è formato nella sua interezza. Di conseguenza loi bambini decido per stati comportamentali di imitazione.

    Semmai possiamo aitarli a sviluppare un rapporto sano nel :
    IO SONO OK, GLI ALTRI SONO OK.
    Cosa che vedo veramente poco in giro.

  5. fradefra ha scritto il alle :

    Grazie x il contributo, Angelo.

    Comunque, nn è l’educazione quanto atto ke io contesto, ma l’educazione in quanto tentativo di 1iformare 1 essere in crescita ad 1 skema sociale ke nn è 1iversale, ma solo costrutto umano.

    Se l’educazione mira troppo all’uomo e poco all’anima, nn mi piace +
    Mi piacerebbe educare l’uomo all’Uomo, se questo fosse mezzo x il miglioramento dell’anima. Ma oggi nn è così 🙂

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