C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

È una nenia che uno psico stimolatore inserito nel cervello di un cybernauta trasmetteva per svegliare il viaggiatore, arrivato a destinazione.

Nella storia, il viaggiatore, potente emissario di un sé stesso remoto e dimenticato, destato da un sonno/viaggio attraverso lo spazio/tempo, ripercorre il tragico viaggio di una formidabile razza di navigatori spaziali, ormai estinta.

Da quando a poco più che 15 anni lessi quel libro, un Urania tascabile, questo brano accompagna la mia vita.

Il quadro ha una luce crepuscolare che mi entra nelle ossa e mi si stampa sulla retina consentendomi, come una sorta di regalo, di sentirmici immerso.

E più di tutto mi tortura l'immagine di una razza di cui restano solo le voci che inondando un universo che ormai ascolta senza sapere...

Fradefra

Come, non lo sai?

23 settembre 2010 alle 06:50

Forse è cominciato tutto con un sussurro in una bianca desolazione: il rancore febbrile di un corpo distrutto, il grido freddo, inutile, gettato ad un vento inutile.
“Non sai che Dio sta morendo?”

Forse nelle gelide celle create da un’inquisizione disumana uno spirito s’è infranto spezzato non dall’acciaio rovente, non dai colpi della frusta, ma da una ferita ben più grande!
“Non sai che Dio sta morendo… morendo?”

Forse un martire torturato, inchiodato alla croce, ha alzato il capo ai cieli e ha gridato: “Signore, perché mi hai abbandonato?”
E non vi è mai stata risposta.
Il tradimento definitivo.
La bestemmia immacolata…
“Non te l’ha detto nessuno? Dicono che Dio è morto!”

Forse sull’altare di una messa satanica, la vittima sacrificale, incatenata alla pietra, urla e si agita tra i tormenti. Il pugnale che scende spezza tendini e muscoli, ma lascia intatta la coscienza terrorizzata…
“Perché continui a pregare? Non lo sai che Dio è morto?”

TAG: fantasy

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