C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

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Mi piacciono tanto le donne troie, ma solo se lo sono sul serio

Chiariamo il concetto di troia, però. Troia non è la donna fa spesso sesso, non lo è quella che fa sesso con tutti, così come, soprattutto, non lo è chi fa sesso, in qualunque modo, per avere qualcosa.

Troia, ma veramente, lo è solo la donna (e non gli uomini, ma questo lo spiego dopo) che fa tanto sesso, in modo fisico, con chi capita e senza volere nulla in cambio che il momento di sesso stesso, senza finalità di matrimonio, di mantenimento della famiglia, di avanzamento di lavoro, di ottenimento del televisore nuovo, di tenersi il marito, ecc. ecc.

Esser troia è uno stato interno di desiderio fine a sé stesso.

Perché un uomo non può esser troia? Perché quello che ho appena descritto è uno stato normale per un uomo, nulla di eccezionale e fuori dalle regole. Una simile donna è troia, invece, perché di solito le donne  non sono così, anche se loro dicono di sì.

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Veniamo a noi.

TAG: pensieri

… non farti scappare l’occasione di acquistare un preamplificatore valvolare Conrad Johnson col 75% di sconto, in pratica a prezzo di costo.

Per inciso, non si tratta di un prodotto usato, in realtà ha fatto solo vetrina. Quindi fate in fretta, perché non resterà  lì per sempre. Anzi, se andando alla pagina che vi ho indicato non lo trovate e trovate qualcosa di diverso, beh, vuol dire proprio che è stato venduto

TAG: Francesco
Ecco, mi piace questo video perché qui mi potete vedere esattamente come sono, un po’ “scemo” Scherzi a parte, come Executive Chef della Scuola di cucina maisazi ho avuto un regalo dall’amministrazione. Insomma, il coltello è ovviamente della scuola, ma è stato comprato per me.

D’altro canto, se sono docente di un Corso per Executive Chef, avrò anche il diritto di usare una Ferrari dei coltelli, no? E direi che questo coltello lo è proprio.

Non sto a darvi troppe informazioni, le trovate direttamente sulla pagina che vende il coltello da cucina usuba. Tornando a me, invece, nel video mi vedete esattamente come sono. Vi giuro che non v’è stata alcuna preparazione per la ripresa, io e Marco siamo proprio come ci vedete.

Io ovviamente sono quello a sinistra, in abito scuro. Ormai a dir il vero non giro più troppo in ambito, ma fino a 15 anni fa quello era lo standard, persino per andare in campagna. Oggi sono molto molto molto più easy, l’abito lo metto solo nelle occasioni in cui mi occupo di marketing o quando ho qualche riunione, come quella che appunto s’è svolta in Noon, che assieme a Mercato del Gusto è sponsor del corso chef di cui vi dicevo.

Ok, si cambia ed io non faccio eccezione 

TAG: Francesco

Sono sempre stato fortunato, con gli allievi, perché in tanti anni di insegnamento in varie branche del mondo lavorativo e amatoriale ho trovato persone splendide, che mi hanno dato molte soddisfazioni e che mi hanno molto spesso dimostrato simpatia, rendendomi molto divertente il mio lavoro.

Scrivervi qui tutti i nomi è impossibile, sono troppi, ma alcuni li vorrei citare, come tributo simbolico per tutti

Sapete che sono Executive Chef della Scuola di cucina maisazi di Vicenza (in realtà siamo in provincia, a Lonigo), quindi spesso faccio statistiche e mi occupo del marketing della scuola. Già, fare lo chef significa che non si cucina soltanto, ma ci sono anche un po’ di attività d’ufficio.

Riflettevo, qualche giorno fa, sulle differenze tra gli allievi dei corsi di cucina per appassionati e gli allievi dei corsi per cuochi come il Corso Cuoco di un anno. Bene, tra le cose che li distingue, ce n’è una divertente.

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Voi due sembrate fatti uno per l’altro” – mi dice Loretta parlando del mio cielo natale e di quello di Daniele, mio figlio di un anno e mezzo.

Ci sto pensando, mentre è tra le mie braccia, testa poggiata sulla mia spalla e si sta addormentando.

Come mai si sente così bene, tra le mie braccia?” – è la prima domanda che mi verrebbe in mente, ma ovviamente non ho la risposta.

Invece, ho la risposta alla domanda – “Come mai sto così bene con Daniele tra le mie braccia“. Sì, questo lo so.

La Luna è una severa maestra” – scrisse Robert A. Heinlein – ma per fortuna a volte è anche una benevola protettrice.

Dormi, Daniele, e se hai bisogno chiamami

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Lei gli aveva detto “vieni, è divertentissimo. Sono veramente due matti!” e lui, che mai aveva provato a fare il guardone, quasi s’incuriosì.

La seguì nel retro scala sino a quell’anfratto nel muro dal quale si poteva scorgere, attraverso una fenditura nascosta, l’interno dell’appartamento di fianco.

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Vedere i dinosauri non basta, sono i velociraptor quelli che veramente interessano Lorenzo.
Decidiamo di prenderci la mattina tutta per noi e, fatta colazione, ci spostiamo velocemente ai giardini pubblici che ospitano il Museo Civico di Storia Naturale di Milano e la sezione permanente dedicata ai dinosauri: sono i velociraptor, però, che vogliamo vedere.

Salita la scalinata che porta al grande ingresso e superati velocemente gli shop con i libri ed i dinosauri giocattolo (i mostri, come li chiamava a tre anni mio figlio), entriamo nella foresta nera formata da minerali raccolti da tutto il mondo. “Dove sono i velociraptor?” – chiede Lorenzo?

TAG: Lorenzo

In un quartiere brutto e malfamato, molte decine di anni fa, un uomo tutto vestito di nero si aggirava per le vie.

Fai la brava, altrimenti passa l’uomo nero e ti porta via” – diceva una mamma alla figlia che ogni tanto combinava qualche pasticcio.

L’uomo nero era sempre silenzioso, non rideva mai e rispondeva a malapena ai saluti che qualcuno osava rivolgergli, più per timore che per desiderio.

Tutti ne avevano paura.

TAG: racconti

Passeggiava per le vie della città senza che nessun cono scuro si proiettasse sul marciapiede. Qualche tempo prima s’era dovuto privare della sua ombra perché non restasse traccia del suo passaggio.

Gli specchi non riflettevano la sua immagine e la luce delle lampadine non s’oscurava se lui era davanti. Era vivo e presente, ma non doveva lasciare alcun segno. Tutti dovevano ignorare che esistesse. Persino la sua auto non faceva rumore e la notte era il suo giorno.

TAG: racconti

Il nomignolo gli era stato affibbiato da una sua amica, una strana sgrinfia alla quale lui consentiva tutto. Nessun altro s’osava chiamarlo così, ben sapendo che la sua mitraglietta sarebbe entrata immediatamente in azione.

Il tutto era successo un giorno che nel loro puzzolente sottoscala lui, forte del suo Io, le aveva chiesto cosa non le piacesse di lui. Lei, furba di tre cotte non s’era sognata nemmeno per un secondo di dirgli ciò che realmente pensava. Però, anche se per accorgersene bisognava scavare sotto una tonnellata di parolacce, era sveglia e sapeva che lui avrebbe interpretato la mancanza di risposta come desiderio di non dire la verità. Gli aveva detto, così, di non gradire troppo i radi peli che lui aveva sulle braccia. La lanetta.

Dopo qualche giorno, Frank era stato definitivamente ribattezzato Franch Lanetta.

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C’ho pensato tanto in questi giorni ed alla fine eccomi qui a scrivervi i miei buoni propositi per questo nuovo anno, il 2012. Ovviamente, dato che sono quello che sono, in fondo trovate anche quelli “cattivi”

Aumento delle attività imprenditoriali. Vogliamo aiutare sul serio l’Italia? Vogliamo veramente combattere la crisi? Io ho deciso che per farlo, invece che contrarmi in posizioni meno rischiose, quest’anno voglio aumentare le mie attività personali e delle aziende per le quali collaboro. Più corsi, più consulenze, più attività di cucina. La cosa si traduce con maggiori necessità di collaborazioni (quindi altri lavoreranno con me), con più reddito, con più soldi fatti girare.

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Non ne posso più, davvero!

Ovunque si vada, si sente gente parlar male dei politici. Bar, forum, Facebook, supermercato. Tutti a criticare, lamentarsi, dare del ladro e addirittura c’è chi parla di “sterminare”.

Ok, i nostri politici non saranno molto amati, ma noi siamo sicuri di essere tanto meglio di loro?

I politici sono fatti della nostra stessa carne, sono nati da donne e uomini italiani, parlano la nostra stessa lingua, hanno frequentato le nostre scuole, sono andati nelle stesse chiese. Sono a tutti gli effetti il prodotto massimo di ciò che in potenza c’è in ognuno di noi. Sono frutti del nostro seme.

Piantiamola di criticarli a partito preso, dovendo per forza dare a loro colpe che sono anche nostre.

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50!

Nn c’è la televisione. Lo stereo è spento. nessun DVD. Niente libri. Mariangela nn parla. Silenzio. Finisco così i miei primi 50′anni :)

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Dato ke l’ho scritto sui vari social ke frequento, Facebook, Twitter e Google+, mi pare giusto ke io lo scriva anke qui.

Ho deciso di riprendermi il tempo ke ogni giorno spreco aspettando ki è in ritardo, ki nn risponde alle email, ki nn fa le cose ke deve fare (xké poi le faccio io), ke dà sempre x scontato ke ttto vada in automatico, ke nn decide e soprattutto ke mi perdere tempo con consultazioni e decisioni in cui si parla di aria fritta, senza poi combinare nulla.

TAG: pensieri

Intorno alle 18.30 esco dal mio ufficio in centro a Milano, dopo che lunghe riunioni di lavoro mi hanno fatto dimenticare chi sono, cosa voglio e cosa sono sul mondo a fare. Conta il ruolo, l’azienda, le necessità, le fideiussioni da sbloccare.

Lentamente m’incammino per la via, con la coscienza che fatica a liberarsi dalla gabbia giornaliera. I piedi, da soli, mi portano al solito bar Ambrosiano, dove un Negroni mi ricorda che fa male bere senza mangiare. Il cocktail è una scusa per mangiare gli stuzzichini o sono questi ultimi a giustificare la necessità di bere qualcosa per mandarli giù? I miei pensieri si trastullano su questo punto, indugiando, con un andamento ondulatorio che somiglia alla solleticazione di una clitoride mentale e che piano piano mi fa entrare in un mondo di beatitudine.

TAG: pensieri

Un pulsante rosso richiamava la mia attenzione su quella porta blu. Non c’era altro.

Un simpatico suono echeggiò e la porta si aprì lasciando intravedere un corridoio in penombra, ma comunque visibile.

Sul pavimento una striscia luminosa mi guidava verso uno scrittoio dove un libro aspettava la mia registrazione. Firmai ed entrai.

TAG: pensieri
Ciao a tutti, ho pensato di approfittare di un video che ho registrato qualche giorno fa presso la Scuola di cucina maisazi per farvi vedere che faccia ho.

Sì, immagino, non è che ve ne freghi molto, ma non si sa mai, a volte capita che invece qualcuno ci tenga a vedere il viso delle persone di cui legge gli scritti.

TAG: Francesco

Si svegliò di soprassalto con una sensazione di disturbo che faticava a mettere a fuoco. La sveglia sul comodino segnava le 5:02. Un fastidioso squillo tentava di farsi strada nella sua coscienza: era il telefono suonava, con il numero di Smilla sul display.
Si stropicciò gli occhi cercando di togliere la nebbia residua del sonno bruscamente interrotto, intanto che con una mano prendeva la cornetta e con l’altra si sistemava i genitali negli slip.

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Devo fermarmi una settimana in Avio S.p.A, in località Tetti Francesi a Rivalta di Torino.
La segreteria prenota un albergo ad Orbassano. “Sono solo pochi minuti di macchina dall’azienda” – mi dicono ed in effetti è proprio così.

Rifletto sul fatto che un altro paese si aggiunge alla lunga lista di luoghi visitati nella mia vita.

Assieme a Mari arrivo prestissimo e decido di cercare l’albergo prima di andare dal cliente.
Il tempo è bello, ma tutto è ugualmente grigio. Molti capannoni, palazzine dormitorio, campagna un po’ desolata caratteristica delle zone industriali. Potremmo essere a San Giuliano Milanese e non ci sarebbe alcuna differenza.

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