C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Le scarpe di Dr. Martens che ho comprato per me e per il personale di sala del Belavocado by Frachef, il ristorante a Montagnana che sto aprendo in questi mesi.

Dopo averle guardate nelle vetrine per decenni, in tutte le città in cui ho vissuto, finalmente mi sono deciso, le ho comprate, le scarpe di Dr. Martens.

  • Frà, c’erano anche quelle monocolore!

Beh, io invece ho voluto proprio quelle con la caratteristica cucitura gialla, anche se pare strano per una persona come me.

Le ho comprate per indossarle in sala, nel ristorante Belavocado by Frachef che sto aprendo a Montagnana. Il locale lo apriamo tra sei mesi, ma ho voluto comprarle in anticipo perché le voglio indossare e vedere se hanno realmente le caratteristiche che il marchio promette, come scarpe da lavoro.

Le ho su anche in questo momento.

Se soddisfano le mie aspettative, le prenderò in esame come scarpe da dare al personale di sala, oltre che usarle io stesso come Restaurant Manager.

Posso già anticiparvi, comunque, che le sto indossando con soddisfazione da due giorni, sono scarpe comode ed in sintonia con me. Sicuramente robuste.

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La cucina è sicuramente uno dei posti dove lavorare in estate è più difficile.

Durante l’estate molti di noi devono continuare a lavorare, quindi tentiamo di capire cosa può aiutarci. Vi do alcune indicazioni, possono essere utili sempre, ma nella bella stagione diventano fondamentali se non tassative.

1) Bevete, bevete, bevete. Non basta un litro e mezzo, spesso neppure due. Scaricate un’app che vi aiuti ricordandovelo e facendo i conti delle percentuali di idratazione che state assumendo. Io uso “La mia acqua”.

2) Perdete peso, cinque chili in più d’estate si sentono molto di più che in inverno. Non ditevi che lo fare ad ottobre, serve che lo facciate oggi.

3) Zero zuccheri, anche perché quelli naturali ci sono già, senza che ne aggiungiate altri.

4) Riducete l’alcol e fate dei giorni a zero. L’alcol in estate è terribile (e ve lo dice uno che un Negroni lo apprezza volentieri).

5) Dormite. In estate ce n’è bisogno più che mai, perché il corpo si stanca di più del solito, persino a far niente, figurarsi a lavorare.

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Eccomi con addosso una camicia stirata, un piccolo lusso che mi sono concesso durante la mia ultima vacanza a Milano.

Sapete già come la penso, io trovo che stirare sia una cosa ormai anacronistica. Stiriamo perché una camicia stirata è bella, ma alla fine sono solo convenzioni sociali, che si potrebbero modificare.

Stirare significa spreco di tempo ed energia, accumulo di stress, spese in bollette, impiego di spazio per tenere le cose in attesa d’essere stirate, senza contare le liti.

Però…

… però nella mia ultima vacanza una camicia stirata me la sono concessa, approfittando del servizio dell’hotel in cui ero.

Godetevi la foto, perché mi vedrete ben poche volte con una camicia stirata 😂

TAG: Francesco

La sera arriva, col suo carico di Magia, che senti nell’aria, nel crepuscolo che si fa notte.

La Magia è attorno a te, se chiudi gli occhi, annullando il mondo che ti circonda.

I tuoi sensi ti avvisano, ti dicono che sei solo, allora puoi guardarti attorno e “vedere” le Vibrazioni.

La Magia è nelle mie vite passate, spesso fa capolino in questa, ma sento che dal futuro sta protendendo le sue mani verso di me.

Si ritorna.

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… dei miei ricordi di vita a Milano.

Corso Vittorio Emanuele II, cuore di Milano, la via della passeggiata tranquilla e dei grandi brand del passato.

A Milano ci sono arrivato nel 1980, non ancora maggiorenne, quando ci venivo a far dei giri da Varese, città in cui abitavo allora. Poi ci venni a lavorare, in Viale Monza, spesso ero in giro in centro.

Ci ho abitato fino al 2007, anno in cui mi sono trasferito in Veneto, dove risiedo ancora.

In questi giorni passeggio e vedo, o meglio, non vedo nulla che mi ricordi qualcosa o comunque ben poco.

Corso Europa non si riconosce più, vetrine vuote, non ci sono più Centrobanca, l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, Pineider, Pettinaroli, Fiorucci, La Perla e tutti gli altri. Mi deprime soprattutto il senso di disordine e di chiuso, le attività cessate.

TAG: Francesco
Calici sotto le Mura, la manifestazione che a Montagnana ogni anno commemora la ricercatrice Chiara Gemmo.

Quando perdi un figlio, la tua vita cambia per sempre, tu cambi per sempre.

È difficile capire, si può empatizzare, ma ciò che si prova dentro resta un mistero che solo il diretto interessato comprende.

Ogni lutto è una sofferenza e tutt3 noi lo sappiamo, ma quando ad andarsene sono i figli, sono varie vite ad interrompersi nel modo più brusco, violento, sofferto.

Qualche volta si riesce a ripartire.

Questo è il mio augurio a chi si trova in un momento simile, di riuscire a ripartire.

Notte a Praga, un paio di anni fa, con Mariangela, nella piazza del centro.

La Luce non può esistere senza il Buio, così come il Vuoto è essenziale alle cose tutte.

La Vita necessita del Nulla.

La notte è vita, magia, è il viaggio in noi stessi, il regalo di un Dio che ci ama, il supporto alle stelle.

Profumi si aggirano, un suono distrae, fitte percorrono il corpo.

La Vita è ovunque, anche nel giorno, ma la notte è la Nascita, il Big Bang, il momento zero in cui tutto può avvenire.

Siamo notturni noi, ci sentiamo, ci cerchiamo, qualche volta ci incontriamo e quando questo capita, ce lo ricordiamo per tutta la vita.

Siamo soli nella notte, come Viaggiatori di un paese senza frontiere, lontano, temuto dai più e amato da qualcuno.

Puoi capire? Sei un Viaggiatore anche tu?

TAG: Notte
Eccomi qui, tra qualche giorno me ne vado per farmi un po' di solità.
  • Frà perché non hai usato la parola solitudine?

Perché per me sono due cose diverse.

La solitudine è una sensazione che provo quando mi trovo in certe condizioni, per lo più con accezione negativa (anche se per me meno), indipendente dal mio desiderio.

La solità è il mio desiderio di stare da solo, magari in mezzo alla gente. Chiamo solità il desiderio in sé, ma anche l’atto del farlo.

Mi capita di averne voglia, di stare da solo per qualche giorno, magari per decidere poi di passare da un bar all’altro o da un ristorante ad una festa, da una cena al far sesso con due persone che mi piacciono.

Solità per me esprime il concetto che per qualche giorno nessuna persona dipende da me, che posso fare quello che voglio, quando voglio, come voglio, senza trattative, senza compromessi, senza che nessunǝ abbia a patirne.

TAG: Francesco
La casa in cui ho vissuto la mia giovinezza, a Tonnarella, affidato a mia nonna Nina.

Quando ero piccolo, in estate Tonnarella si riempiva di persone. Iniziavano ad arrivare il 15 di giugno, se ne andavano spesso a metà settembre. Quasi tutte queste persone erano familiari di chi era emigrato in altre regioni per lavoro. Tipicamente Milano, Torino, Bologna, Roma.

Qualcuno arrivava da lontano, Australia, Argentina, Stati Uniti, e quasi sempre restava definitivamente. Erano famiglie emigrate ad inizio secolo, che tornavano prese da nostalgia. Avevano messo assieme un piccolo capitale e si facevano la casa in paese. Tra queste persone ancora ho amici con cui ho frequentato le elementari e le medie.

Passò il tempo, me ne andai da Tonnarella che avevo 14 anni, quando mio padre tornando dalla Svizzera ci portò a Varese. Avevo vissuto in questo paesino della costa tirrenica dai 6 ai 14 appunto.

Qualcosa cambiò.

TAG: Francesco
Quella sedia ormai vuota.

C’eri sempre seduta tu, su quella sedia al mio fianco.

Ridevamo, chiacchieravamo, ci raccontavamo tante cose, ci baciavamo ed accarezzavamo, leggevamo, vivevamo.

Anche quando andavo via per lavoro, sapevo di ritrovarti lì al mio ritorno e se andavi via tu, sapevo che avevi voglia di risederti appena rientrata.

Ormai non è più così.

Sempre più spesso la tua sedia è rimasta vuota. Un giorno dopo l’altro sempre più frequentemente ti ci immaginavo invece che vederti.

Ogni tanto ti ci siedi ancora, ma so che lo fai solo per me. Resti silenziosa, ti guardi attorno, con la mente sei altrove, non vedi l’ora di alzarti ed andare.

Perdonami se spesso ho tentato di trattenerti, è solo perché ti amo molto. So che dovrei lasciarti andare e lo farò, ti prometto che ne sarò capace, ci sto già riuscendo seppur con fatica enorme.

Mi resterà la sedia vuota. Per un po’ la terrò per affetto, poi forse la regalerò o venderò, perché comunque la vita deve andare avanti.

Addio amore mio.

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Una parte della cava di Akrai, la moderna Palazzolo Acreide, poi diventata luogo di custodia di morti e quindi addirittura di vita di povere famiglie.

Sto guardando l’antica cava di Akrai, la mente è spenta, ma da dentro riaffiorano antichi ricordi e familiarità.

Non è l’ambiente di Arturo, ma molte volte nelle mie vite passate devo aver vissuto nell’antica Grecia, se tanta familiarità sento con tutti questi luoghi, ovunque siano nel nostro mediterraneo. Ogni volta lo stesso effetto, mi sento a casa.

Da dentro però mi viene un senso di estraneità a questa città in particolare. La sento familiare per certi aspetti, perché i Greci tendevano a fare le loro stupende seguendo dei principi di base, ma so che qui non ci ho abitato.

Sto qui, però, assorbo l’energia del posto, forte, che mi invade, mi riempie, mi nutre, mi fa sentire ciò che sono, un essere che tanto ha vissuto, dato, probabilmente sofferto anche se non sento quasi mai strascichi di dolore.

Vedo e sento la Luce, forte. Attorno a me, si riflette e mi vedere ciò che ho dentro.

Calma. Pace. Benessere.

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Una parte di un castello aragonese ad Alghero, splendida città in provincia di Sassari, in Sardegna.

Sto per tornare a casa da Alghero, col cuore colmo di gratitudine perché l’Universo è splendido e i suoi regali sono sempre ben al di là delle aspettative che possiamo avere.

Cos’è successo?

Per lavoro avevo questa consulenza, in Sardegna non ci ero mai stato, quindi ammetto che mi piace l’idea di venirci.

Vari conoscenti mi avevano però detto, testualmente, “Frà, peccato, Alghero proprio non ne vale la pena, il posto peggiore dove andare in Sardegna!

Io alla partenza ero rilassato, zero aspettative, mi andava comunque bene l’idea di venire per la mia prima volta in quest’unica regione italiana dove non ero mai stato.

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La zona rubinetto del mio bagno, che ho fotografato per simboleggiare il risparmio di energia lavandoci.

Lavandoci, stiamo usando acqua, elettricità, gas, detergente e tempo. Vogliamo risparmiare energia?

Passi per il tempo, che in realtà sarebbe la cosa più preziosa, in questo post comunque voglio concentrarmi sul risparmiare il resto, ovviamente restando pulit3, non voglio proporvi di non lavarvi 😅

Cominciamo con la prima regola. Tenete sempre tutti i rubinetti dalla parte dell’acqua fredda e spostate dalla parte del caldo solo se vi serve. Molti non sanno che tenendo i miscelatori al centro, aprendo l’acqua e chiudendo dopo poche decine di secondi, anche se a voi acqua calda non ne è arrivata, comunque la caldaia è partita! In pratica, avete consumato energia per l’acqua calda, senza averla avuta! Elettricità o gas ed elettricità andati per nulla 😂

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Foto del mio iPhone, con la nuova sveglia impostata sulle 7:30 :)

Per 30 anni della mia vita adulta mi sono svegliato alle 6 quasi sempre senza sveglia.

Per i successivi 15 anni, grazie al lavoro con una psicologa sono riuscito a spostare la sveglia fisiologica alle 7. Anche qui, quasi sempre senza sveglia, anzi diciamo pure sempre.

Oggi ho girato un’altra boa, ho spostato la sveglia sul cellulare alle 7:30, con l’obiettivo che questo diventi il nuovo stile.

TAG: Francesco

Quando chiudi gli occhi, si accende la Vista ed il Mondo si mostra a te.

Le palpebre abbassate accendono la Luce, donandoti Immagini che non potresti mai vedere ad occhi aperti.

Il Viaggio è dentro di Te, illuminato di te, scaldato di te.

Ad occhi chiusi, le Vibrazioni ti parlano dal Mondo.

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Foto dalla mia ultima vacanza a Laces, in Trentino Alto Adige, poche settimane fa.

Se sono in vacanza, non mi serve avere per forza qualcosa da fare, anzi, posso stare benissimo fermo a far nulla.

Non lo considero tempo sprecato.

Faccio una foto, parlo con due signore sedute al tavolo vicino al mio o magari semplicemente spengo la mente e contemplo ciò che ho intorno.

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Fradefra in giro a Montagnana, in una delle sue pause di relax. Una delle tante pause 🤣

Mi si chiede spesso perché io dica che lavorando operativamente non si può gestire altri, decidere, creare, ecc, e che chi dirige non debba essere operativamente impegnatǝ.

Gestire, coordinare, valutare, scegliere, comunicare, ideare, creare, prevedere, sono tutte attività mentali ad alto assorbimento energetico. È come se il vostro computer stesse contemporaneamente visualizzando un video, effettuando un complicatissimo calcolo con migliaia di variabili, muovendo dati dalla rete e dall’hardisk.

Se muovete le mani, se fate qualcosa, se è pur vero che certi meccanismi sono automatici, altri invece sono direttamente sotto il controllo del cervello. Voi non ve ne accorgete, ma il cervello sta pilotando un sacco di cose operative.

Si stanca, ma soprattutto toglie energia e attenzione al resto, ciò che abbiamo detto prima.

TAG: Francesco
La foto del mio tablet reMarkable, lo stesso giorno del suo arrivo, perché ho iniziato ad usarlo subito.

Ho un MacBook Air M1 di Apple, un iPhone SE. In teoria dovrei essere a posto, ma per alcuni motivi ho deciso di comprare il tablet reMarkable per la scrittura manuale di appunti, schemi e informazioni.

Come mai?

Io scrivo veramente molto, per passione e per lavoro. Non sapete quanto. Scrivo così tanto che è capitato in passato che qualcuno mi abbia anche detto che è veramente troppo.

Io non sono d’accordo. Quando mi si chiede come faccio a gestire così tanti progetti contemporaneamente, una delle risposte è proprio questa: organizzo, tengo traccia, diramo comunicazioni, ecc.

Ovviamente però mi sono chiesto negli anni cosa io potessi fare per ridurre questi tempi e la risposta è sempre stata la stessa, scrivere in digitale.

Eccomi in aula, a Verona, mentre parlo dell'importanza del mix marketing, entrando nel merito dell'acquisizione di nuovi clienti e della fidelizzazione.

Una cosa che mi capita spesso di vedere, un’azienda che si prodiga in attività di marketing tendenti all’acquisizione di nuovi clienti (new-business), facendo poco per tenerseli (fidelizzazione).

Capita anche l’inverso, che ci siano imprese attentissime al cliente, che lo coccolano in mille modi, ma che fanno poco per averne di nuovi, convinte del fatto che basti il passaparola.

L’esempio tipico nella ristorazione è quel ristorante che cucina e serve bene, ma non fa alcuna attività di marketing o ben poco, con l’idea che cucinare bene ed essere cortesi sia sufficiente per avere la garanzia di un flusso di clienti. Quando i clienti non ci sono, si pensa che ci sia crisi nel settore (quando in realtà gli altri ristoranti sono pieni).

Ma è solo un esempio, vale per qualunque settore.

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Quando i pensieri premono per uscire e diventare realtà, attraverso le parole, le note, i disegni, gli sguardi.
Briciole di un Universo interiore che Creano il Mondo in cui vivo.
Occhi che si guardano, iridi lucide che si incrociano, Scintille che portano Messaggi.

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Qualche giorno addietro l’ho scritto su Facebook, ho pensato di riproporre qui questo pensiero, per ricordarmene negli anni.

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Un viaggio nel mio interiore non riserva meno bellezze che quello nel mondo esterno.

Viaggiare in me stesso, un viaggio importante quanto quello tra le genti del nostro mondo.

Cosmopoliti, senza distinzione tra il dentro e il fuori.

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Luna a Montagnana :)
  • “A volte basta poco, anche solo la luna”.

Che cazzo dici? La Luna non è poco, è il massimo!!! 🥰

[CoseMagike]

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La scevà o schwa e la scevà lunga (o schwa lunga), che userò per l'italiano inclusivo.

Per un uso dell’italiano inclusivo sino ad oggi ho usato l’asterisco (*), ma a fronte di una serie di vantaggi ed anche per allinearmi alla tendenza generale ho deciso di iniziare ad impiegare la scevà o schwa, nelle versioni standard ( ǝ ) e lunga ( з ).

Premesso che so che molti usano il maschile per riferirsi allo scevà, io sto col femminile per ragioni di simpatia e perché in fondo io parlo sempre delle vocali al femminile, tutte le vocali italiane lo sono, quindi uso il femminile anche per questa.

Userò la scevà standard, la ǝ, nei casi singolari come ad esempio “ti sei lavato” che diventa “ti sei lavatǝ” al posto del precedente “ti sei lavat*” come avrete visto nei post sino a ieri.

La scevà lunga, з, la userà invece al plurale, quindi “vi siete lavati” diventa “vi siete lavatз”.

Come al solito, perdonatemi, ci vorrà un po’ per abituarmi, magari da qualche parte un maschile o femminile mi scapperà.

TAG: Francesco
Se vuoi lavorare come cameriere al Ristorante Belavocado by Frachef, a Montagnana, scrivimi.

Proprio così, il mio ristorante a Montagnana, il Belavocado by Frachef, sta mettendo assieme la brigata di sala, quindi se ti va di proporti come cameriere, sarai benvenutoǝ 🙂

Ecco il link alla pagina del blog del ristorante in cui ne parlo.

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Nel Nulla c'è la Risposta ad ogni tua domanda.

Hai tante cose da fare e molti pensieri, problemi da risolvere, matasse da districare?

Spegni la mente e guarda il Nulla di una via in cui un mercatino mostra le sue cose.

Nel Nulla ci sono le risposte alle tue domande.

A tutto c’è un troppo e il confine tra amore ed ossessione a volte si passa senza accorgersene.

Faccio costantemente monitoraggio di me stesso, perché nella mia prima età adulta varie volte ho superato questo confine.

Però da tempo lo so, mi osservo ed ho dei miei paletti che indicano i limiti che non devo superare.

Amo il mio lavoro, mi appassiona, ma la Vita è un’altra cosa, non è il lavoro. La Vita è costruire me stesso.

Capita che a volte io costruisca me stesso costruendo qualcosa, ma voglio sempre prestare attenzione a che non sia solo la conseguenza delle scariche adrenaliniche.

Ieri sono incappato in uno dei mei paletti e così oggi mi tengo di qua del limite 🤩🥰

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Eccomi, vestito come mi vedrete spesso nel mio ruolo di Restaurant Manager del Belavocado by Frachef, a Montagnana.

Come sapete sto avviando il Belavocado by Frachef, di cui sarò il Restaurant Manager. Tra le varie cose mi sono fatto anche un elenco di regole che mi impegno a seguire per garantire il massimo delle mie performance ai miei collaboratori ed alla clientela.

Volete seguirle anche voi?

1) Si mangia solo una volta al giorno, la sera. Ovviamente consultate un professionista, ma non chiedetegli semplicemente come mangiare, raccontate di voi e del vostro lavoro, perché l’alimentazione di una persona deve sempre essere personalizzata.

TAG: Francesco
La foto della mia stilografica MontBlanc, appena aperta nel mio ufficio, assieme al suo inchiostro Viola Ferrari.

Qualche giorno fa Mariangela mi ha regalato questa stupenda stilografica MontBlanc, la classica, ovviamente in riedizione contemporanea.

Chi mi conosce sa che amo le stilografiche, ne ho avute molte, ma mai questa. Ogni volta che pensavo di comprarla finiva che prendevo un prodotto più particolare. Stavolta ho voluto finalmente togliermi lo sfizio.

Ma veniamo a noi, perché l’argomento è un altro. Perché ho voluto una stilografica da Mariangela?

TAG: strumenti
I miei occhiali ed il dispenser del liquido detergente col quale li pulisco. Facendolo, ho pensato ai miei due cervelli.

In una mano ho gli occhiali, devo pulirli, nell’altra ho il liquido per farlo.

Ci penso un istante, mi chiedo come di solito tengo gli occhiali intanto che spruzzo, mi accorgo del fatto che non mi venga in mente, ci penso ancora per trovare il modo migliore, ma non arrivo ad una soluzione che mi piaccia. Il tutto dura circa cinque secondi.

Un lampo: lascia fare alla mano, lei sa come fare!

Spengo la mente per qualche decimo di secondo, rinuncio a controllare, lascio libera la mano e…

… e, incredibile, lei sa come fare. Cambia la posizione degli occhiali, l’altra mano riassesta il dispenser e spruzza.

Le mie mani hanno un cervello autonomo 🙂

Proprio così. Ovviamente non è un cervello fisico come lo immaginiamo, ad esempio non è come quello della coda della lucertola, ma nel nostro cervello fisico una parte è deputata al controllo dei movimenti meccanici che ogni giorno facciamo senza pensare.

Lasciar lavorare questa parte, significa alleggerire quella che invece è deputata al pensiero consapevole, al controllo, alla decisione, alla creazione.

Bisogna anche saper cedere il controllo, già!

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La Magia si manifesta in molti modi, a volte ti chiama dalle tue vite passate, a volte un ponte ti separa, a volte è lì, parte di te, nucleo centrale del tuo Essere.

[IlMagoKeCÈInMe]
[VitaDaMaghiFancazzisti]

TAG: Francesco
La descrizione della Promozione Estate 2022 che ho fatto per i miei corsi e consulenze per la ristorazione.

Ho appena pubblicato il nuovo prezzàrio dei miei servizi, aggiungendo anche una promozione che consente di usare i vecchi fino a tutto l’agosto 2022.

Parliamo sia dei corsi, sia delle consulenze per la ristorazione.

Approfittatene, quindi, poi valgono i nuovi.

Le informazioni sono sulla pagina ufficiale delle promozioni come executive chef.

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Mariangela, al matrimonio del fratello, qualche tempo fa, persona che tanta Energia Vitale mi dà.

Ok, lo ammetto, ogni tanto capita anche a me d’essere un po’ scarico, stanchetto, magari alla fine di ore e ore di scrittura o studio o organizzazione.

Negli anni mi sono accorto che ci sono due cose che immediatamente mi rimettono a posto:

  • una doccia;
  • pensare al sesso.

La prima, però, non è divertente come la seconda e spesso non sono in situazioni in cui posso farla, quindi opto per l’ultima 😂

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Un regalo che oggi ho impacchettato per Mariangela, con una lettera sulla carta pergamena che amo tanto.

Il Destino fissa già il nostro percorso, destino disegnato dalla nostra Anima Fiamma, che ci ha incarnati in due vite contemporanee, vicine in questo frammento di esistenza.

Non è facile comprendere la motivazione animica del mio amore per te, ma posso rinunciarci, la comprensione non sempre mi serve.

Mi godo, invece, ciò che rappresenti per me, ciò che mi stimoli e le sensazioni che mi dai.

Ti Amo ♥️

TAG: anima
Una lavastoviglie e le stoviglie da lavare. Cosa possiamo fare per ridurre i consumi, se ci organizziamo bene :)

Laviamo i piatti tutti i giorni, anche più volte. Ci pensate quanto incide sulle spese mensili il risparmio di una piccola percentuale? Se poi avete un locale, dove le stoviglie si lavano di continuo, a maggior ragione! Volete ridurre i consumi di tutto ciò?

Vogliamo poi parlare di ecosostenibilità? Di riduzione dell’inquinamento? Degli effetti sul pianeta di ciò che si fa per avere della semplice acqua calda? Ci avete mai pensato? E avete mai pensato a che significhi produrre, commercializzare, usare e smaltire i detergenti?

Ok, bando alle ciance, mettiamoci sotto 😀

Non è detto che riusciate a fare tutto ciò che vi suggerisco, ma ogni cosa che farete vi darà un piccolo risparmio, che sommato al resto diventerà una significativa riduzione dei costi. Vado non necessariamente in ordine di importanza.

Mariangela ed io, il giorno del nostro tredicesimo anniversario di matrimonio, al ristorante Al 410, a Legnago.

Svuotare la menta una volta non mi riusciva semplice, finché non scoprii un trucco, che lo rese facilissimo.

Mi basta pensare a te, la tua immagine mi invade ogni angolo, riempie di calore e non lascia spazio a null’altro.

[@Mariangela]

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P.S.

Ho scritto questo pensiero su Facebook, ma ho voluto riportarlo su questo mio diario con una considerazione aggiuntiva.

Io trovo che far meditazione sia decisamente utile, non importa se la si sa fare o no. A volte la rendiamo o la crediamo più difficile di quanto non sia nella realtà, perché alla fine ciò che serve è spegnere. Se l’immagine della persona amata riempie il focus, stiamo di fatto spegnendo.

Chi fa da sè fa per tre” è una gran cazzata, serve sempre una squadra invece 🙂 🙂 🙂

Sì, devo ammettere che spesso io stesso ho la tentazione di farmi da me le cose che mi servono, qualche volta cedo, ma alla lunga ho verificato che non mi fa bene.

Ognuno deve fare il proprio mestiere e io posso fare da me ciò che comunque fa parte del mio mestiere. Quando invece si tratta di cose legate ad altre professioni o capacità, meglio delegare.

La mancanza della capacità di delega, che principalmente consistete nell’incapacità di tollerare piccoli errori, incomprensioni e divergenze nelle scelte operative, porta le persone a fare sempre da sé.

Io no. Per me ho stabilito che le ventiquattrore giornaliere che ho, le voglio suddividere tra gli aspetti strategici, lasciando fare ad altre persone il resto, soprattutto ciò che io so che non mi compete, ma spesso anche cose che potrebbero competermi.

Per me il lavoro di squadra vince sempre, quasi a prescindere.

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Il Belavocado by Frachef, ristorante a Montagnana, cerca personale di sala e cucina, responsabili, cuochi, camerieri e lavapiatti.

La faccio breve, il Belavocado by Frachef cerca personale di sala e di cucina a Montagnana.

Vedete? Già finito 🙂

Per tutti gli approfondimenti, questa è la pagina ufficiale della ricerca di cuochi e camerieri.

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All’improvviso, dopo tantissimi anni, questa mattina il mio Bambino Interiore s’è mostrato.

Poche decine di secondi, ma ho avuto modo di vedere un mondo.

Un mondo di dolore, perché questo mi ha mostrato il mio Bambino, l’enorme sofferenza che c’è in me.

Un colpo improvviso allo stomaco, la visione, la comprensione e l’accettazione di ciò che pare inevitabile.

Stranamente, assieme, un senso di pace.

Pace forse perché seppur per un breve momento Lui è riuscito a mostrarsi e mostrarmi.

Pace forse anche per me perché ho accettato di vedere e prenderne consapevolezza.

Grazie 🙏🏻 ♥️

Il mio notebook MacBook Air M1 di Apple, usato per registrare un corso di cucina.

… lettera aperta, dicevo, ai miei tirocinanti di management ristorativo, per parlare di questo aspetto del lavoro, che sta ormai da anni cambiando: il computer diventa notebook.

Il computer, strumento per eccellenza di tutte le persone che vogliono gestire, amministrare, coordinare, dirigere, ecc, è sempre stato visto come postazione fissa, con il suo mega monitor o addirittura doppio display, stampante e per alcun*, tra cui il sottoscritto, mouse.

Il desktop fisso (alcun* lo chiamano così), ormai però sta per essere soppiantato, per queste figure professionali, a causa di un fenomeno che diventa sempre più frequente… il ritardo di chi aspettiamo, l’appuntamento che salta, il no-show (chi non si presenta senza neppure avvisare).

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La grafica del corso di vendita per responsabili di sala e camerieri, che tengo a Verona ed in videoconferenza.

A Verona o a distanza, come preferite, lunedì 20 giugno 2022 partecipate al mio corso di vendita per camerieri e responsabili di sala. Uno giorno di formazione che vi ripagate con poche serate di lavoro ed in modo tangibile.

Parleremo di tutto ciò che in un ristorante si può fare perché un cliente seduto al tavolo abbia voglia di assaggiare di più, naturalmente con soddisfazione.

Sapete che l’illuminazione conta?

Sapete che il tono della voce è importante?

Sapete che chi vende bene, può vendere meglio?

Sapete che chi pensa di non saper vendere, in realtà può vendere di più?

Ora tocca a voi decidere se la cosa vi interessa! 🙂

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Passo buona parte della giornata ad osservare i miei pensieri.

Mentre lavoro, quando ozio sul divano, parlando, persino ragionando, una piccola parte della mia mente osserva l’altra.

Mentre vi sto scrivendo questo post, buona parte del cervello è impegnato nella ricerca delle parole, ma in un angolo un osservatore guarda il flusso dei pensieri.

Questo mi consente di abbinare le emozioni che provo ai pensieri che le provocano. Monitoro me stesso, imparo quali stimoli mi toccano e cosa provocano.

All’inizio dovevo allenarmi per farlo, ormai da anni lo faccio in automatico, senza sforzo, a volte ne divento consapevole, come un osservatore ancora più in alto che osserva il primo.

Monitorare i miei pensieri mi dà forza, consapevolezza, controllo.

Sono molto contento di tutto ciò 😊

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Mi piaci sempre tanto e ti amo, lo so e lo sento forte dentro di me.

Ci sono momenti, però, in cui queste sensazioni sono ancora più forti, intense, come se tutto il mio mondo si concentrasse su di te e tutto il resto, che pur amo e mi piace, per un po’ sparisse.

Vederti felice, sapere che hai ciò che desideri, la Luce nei tuoi occhi, l’Energia che nel tuo corpo scatena Vibrazioni altissime che mi arrivano di continuo.

Sono momenti in cui per far sì che tu stia bene, farei qualunque cosa.

Ti Amo Mariangela ♥️

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L’amore per una persona ci fa torcere le budella.

Anche la mancanza della persona che amiamo, ci fa torcere le budella.

La sensazione è la stessa, ma perché nel primo caso ci piace e nel secondo no?

È il cervello che dando un diverso senso alla stessa emozione, ci pone in uno stato emotivo diverso.

Eppure la mancanza ha una sua bellezza, siamo noi che non la cogliamo perché vediamo la bottiglia mezza vuota, invece che mezza piena!

Proviamo allora a sentire la mancanza come amore per chi non c’è, invece che assenza di chi amiamo.

Riflettiamo sul fatto che la mancanza è solo un sinonimo di attesa.

Invece che star male per la mancanza, godiamone e facciamo qualcosa che renda più breve l’attesa.

Minimizziamo la mancanza stringendo il collegamento.

La mancanza genera energia, usiamola invece che farci sommergere. Ci sono molti modi per farlo e spesso chi vi sta vicino se ne potrà avvantaggiare.

Dipende sempre solo da voi, decidere come vivere un’emozione.

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L'immagine che rappresenta a Montagnana il marchio del ristorante Belavocado by Frachef.

Ecco, ora ho un motivo in più per voler vivere a Montagnana, oltre al fatto che è una città medievale bellissima, con mure da fiaba, con borghi romantici: il mio ristorante Belavocado sarà proprio qui!

Proprio così, la news è stata pubblicata sul blog del ristorante, siamo in via San Zeno al 100, a poche centinaia di metri dalle mura, si arriva a piedi in 5 minuti, vicini alla parrocchia, in una contrada pittoresca che mi è piaciuta molto.

Ecco, questo è un aspetto su cui vorrei soffermarmi, per me il luogo, il circondario, in cui vivere o lavorare deve piacermi. Non riesco a concentrarmi solo sul mio, senza guardare ciò che c’è attorno.

Devo avere un DNA discendente dagli antichi Greci, io sono decisamente per il bello, così come lo concepivano loro.

Ho visitato Epidauro, Taormina, Micene, ma anche Tindari, non è un caso che scegliessero luoghi incantevoli dove costruire le loro città o anche semplicemente una casa o un teatro.

Io sono così. Mi piace una certa interpretazione del bello.

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Shan Tea, la casa dove mi hanno offerto il rito del tè, a Riga, in Lettonia.

In un momento di relax dal mio lavoro, mi godo il rito del tè, che una ragazza mi offre a Riga, così finisce che dalla Lettonia l’unica cosa che mi riporto in Italia è proprio un Oolong, che noi conosciamo spesso come tè blu. Prodotto in Cina o Taiwan, viene anche chiamato “semifermentato”.

Ma andiamo con ordine.

In questa casa del tè, si chiama Shan Tea, entro per comprare un tè bianco, prendo anche l’oolong che dicevo, in foglie intere.

La ragazza mi chiede se voglio assaggiare qualcosa, mi offre una prova di Pu’er, uno dei miei tè preferiti, mi piace, decido di fermarmi al banco.

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Risparmiare sulla bolletta si può? Certo, ci riescono persino ad Amsterdam, dove tutto è sempre illuminato.

Chi mi conosce sa che amo stare in case illuminate, non vorrei mai stare al buio pur di risparmiare, ma contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, amo risparmiare sulla bolletta della luce.

Fatta questa premessa, però, vediamo cosa possiamo fare per avere una buona illuminazione potendo però risparmiare sulla bolletta.

Cominciamo?

La prima considerazione è a carattere psicologico/filosofico. Chiediamoci quali luci veramente vogliamo e quali teniamo accese solo perché eravamo abituati così, non spendendo troppo. Come detto nella premessa, continuiamo a tenere accese quelle che vogliamo, ma spegniamo quelle che tenevamo accese giusto per abitudine, senza neppure farci caso.

Persino io che amo la luce, ho notato che in fondo di molte lampade accese neppure mi accorgevo.

Tutto il resto del discorso, quindi, vale per i sistemi di illuminazione che abbiamo deciso di voler tenere.

Il marchio del Belavocado by Frachef, il ristorante a Montagnana che sto aprendo in questi mesi.

Proprio così, il Belavocado by Frachef, che poi sarebbe il mio ristorante a Montagnana, ha il suo marchio, consegnatomi dalla Digital Followers proprio in questi giorni.

Senza particolari contestualizzazioni, lo vedete nella foto, ma vi prometto che presto seguiranno sul blog del locale alcuni post di spiegazione delle motivazioni che ci hanno portato a questo pittogramma ed ai font impiegati.

Tutto il marchio è stato sottoposto a due diversi panel test di valutazione, abbiamo raccolto tutti i feedback, i creativi hanno fatto due altre proposte, alla fine abbiamo scelto.

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Ma davvero ancora non vi rendete conto dell’importanza di igienizzare i tavoli, quando un cliente se ne va, prima che un altro si sieda?

Sono seduto ed osservo cosa fa il personale agli altri tavoli…

  • Qualche volta semplicemente nulla, toglie i resti del precedente e finita così.
  • A volte mi capita di vedere un operatore che si fa il giro di tutti i tavoli e passa la stessa spugnetta ovunque, portando la contaminazione di un tavolo su tutti!
  • Altre volte vedo usare prodotti senza alcuna certificazione.
  • A volte vedo usare detergenti, senza il successivo risciacquo, quasi sarebbe meglio non passare nulla.

Ok, io sarò anche un maniaco della pulizia, lo so, ma voi pensate che altre persone non facciano caso a queste cose? Che sia solo io?

Eppure sarebbe semplicissimo. Basta un pezzo di carta monouso a tavolo ed un prodotto antibatterico senza azione detergente. Infatti, non serve quasi mai pulire nel senso stretto del termine, sui tavoli di un locale, basta sanificare. Un tampone lo confermerebbe facilmente.

A rappresentare il risparmiare gas in cucina, la foto dei miei fornelli accesi!

Coi tempi che corrono, risparmiare gas in cucina non è più solo una questione di ecosostenibilità, comunque importantissima, di mezzo ci sono anche primarie necessità di riduzione dei costi, diventati altissimi per molte famiglie.

Detto ciò, eccovi qualche consiglio.

Scegliete sempre bene la fiamma, ricordando che i fuochi operano a performance maggiori avendo l’ugello aperto il più possibile. Quindi, meglio un fornello piccolo a fiamma massima, che uno grande a fiamma al minimo.

La fiamma non deve mai uscire dal bordo del fondo, anzi, meglio che stia un mezzo centimetro dentro. Tutta la fiamma che esce, scalda solo il contesto, l’aria, non la casseruola, quindi è decisamente uno spreco di gas.

Se dovete bollire dell’acqua, usate il bollitore elettrico, se lo avete. Siamo così abituati all’idea che l’elettricità costi più del gas, da non tenere presente molti fattori che in realtà ne abbassano il costo. Un bollitore dell’acqua spesso in due minuti vi fa bollire due litri d’acqua, che sul gas ne avrebbero bisogno anche cinque, spesso di più. Inoltre di questi tempi il gas in realtà costa di più.

L'antipasto che ho preso al ristorante Incàlmo di Este.

Mio cognato l’estate scorsa me lo aveva consigliato, “Frà, vai al ristorante Incàlmo ad Este” ed io me l’ero messo in agenda.

Il 6 dicembre, giorno del mio compleanno, Mariangela me lo propone, prenotiamo, poi in realtà all’ultimo momento si aggiunge un amico venuto da un’altra regione, quindi ci andiamo.

Naturalmente non ci perdiamo l’occasione di fare un giro in una delle nostre città preferite, Este, appunto, in cui Carraresi e Veneziani si fondono con magia, poi ci rechiamo all’Incàlmo, che è il ristorante dell’Hotel Beatrice.

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Sono in viaggio, da Orgiano in auto sto andando a Verona, e intanto penso alla colazione che farò appena arrivato, prima di iniziare un corso di management, i miei allievi arriverà tra poco.

Parcheggio, prendo la mia fedele borsa, vado al bar.

È aperto, le luci sono quasi tutte spente, la vetrina è vuota, la barista è indaffarata, mi saluta.

La guardo, che prendo? La macchina del caffè è appena stata accesa, le brioche sono nel forno, biscotti non ce ne sono.

Lei continua a far le sue cose, suppongo preparativi per la mattina, non accende le luci.

Per simpatia, solo per questo, ordino un caffè espresso, non ci metto neppure lo zucchero, lo bevo velocemente, pago, esco e vado a far colazione al vicino Crowne Hotel, dove trovo tutto pronto, luci accese, personale in divisa e tavoli apparecchiati.

Ora vado sempre lì, direttamente, senza neppure passare dal bar.

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La grafica che rappresenta il tag di Economia domestica e tutti i post che scriverò sul risparmiare sulle bollette.

Diciamolo francamente, risparmiare sulle bollette è ormai diventata una necessità primaria, persino per una persona come me che non ha mai amato il concetto di risparmio in sé.

Olisticamente, già parlare di risparmio è un errore, concedetemelo in questo post, poi vedremo di cambiare espressione. Importante, però, è Vibrare a frequenze alte e acquisire la consapevolezza interiore, forte e chiara, che si può vivere benissimo risparmiando.

Proprio così. Risparmiare non significa per forza ridurre la qualità della propria vita, anzi, a volte migliora.

Nelle prossime settimane, un po’ per volta, scriverò su questo mio blog personale una serie di post dedicati a questi temi: come vivere la nostra casa e la nostra vita domestica risparmiando sulla bolletta della luce, del gas e dell’acqua, stando comunque bene e persino divertendoci.

Proprio così, ieri al telefono una persona mi dice che ha deciso di smettere, che cambia lavoro, che sta seguendo dei corsi di formazione per andare a lavorare in un ambito completamente diverso.

Mi dispiace molto, non sapete quanto. Capisco tutte le ragioni della sua scelta e proprio per questo la considero una sconfitta del mio settore.

Un settore che amo molto, che ha tanti problemi, troppi, in cui le cattive abitudini sono diventate così radicate da essere considerate la normalità. Un settore in cui ci si dimentica che si lavora per vivere e non si vive per lavorare, che passione e professionalità sono un modo per agire nell’ambito di un rapporto professionale che però dovrebbe vedere da un lato un giusto pagamento a fronte delle ore di prestazione fornite dall’altro lato.

Questa persona mi ha ben chiarito che l’emergenza è solo una piccola parte del suo problema, che ha semmai provocato il suo “scoramento”, a partire però da grossi disagi che come lavoratore ci sono sempre stati.

Perché la considero una sconfitta? Perché nel nostro settore qualche persona in gamba c’è e sono proprio queste persone che un po’ alla volta stanno abbandonando, comportando quindi una maggior povertà di ciò che resta, in termini di umanità.

Tranquill*, io no, anzi ho promesso a quella persona che manterrò fede ai miei principi e che potrà sempre vantarsi del fatto di aver conosciuto almeno qualcun che è come lei.

… e questo post è un tributo, un ringraziamento per gli anni di impegno, serietà, qualità e professionalità che ha donato al mio mondo, con un enorme “in bocca al lupo” per il suo nuovo lavoro 🙂

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La grafica dei miei corsi per la ristorazione, a Verona ed a distanza.

Ormai siamo dentro in pieno, uno è già andato, altri corsi per la ristorazione stanno per arrivare in questo 2022, vediamo quali sono.

I corsi si svolgono tutti a Verona, ma potete seguirli anche a distanza.

Dal 4 al 6 aprile ci sarà il Corso per Restaurant Manager, uno dei punti centrali del mio piano formativo.

Il 20 giugno è la volta del Corso di Vendita per Responsabili di sala e camerieri, a detta di molti il modulo che rende di più, anche se per assurdo si tratta del più breve.

Dal 3 al 5 ottobre nel Corso di Marketing per la Ristorazione ci troveremo a parlare di come avere nuovi clienti e come tenerceli con la loro massima soddisfazione.

Dal 7 al 9 novembre, ultimo ma non per importanza, il Corso per aspirante Executive Chef, per chi vuol amministrare al meglio la cucina.

Ai link che vi ho indicato trovate le informazioni di dettaglio su ogni corso, oltre a prezzi e condizioni di favore.

Me ne torno al lavoro 🙂

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La pochette in seta degli anni 80, comprata da Broadway Vintage di Montagnana.

…e sì, da Broadway Vintage di Montagnana, oltre alla giacca di pelle scamosciata di ieri, mi sono comprato anche questa pochette degli anni 80, in seta, orlata a mano, uno spettacolo di altri tempi.

Si fanno ancora? Un negozio mi ha detto che no, non le vuole nessun*, non c’è mercato, le fanno in numeri ristretti solo alcune maison e ovviamente costano un rene.

L’unica è comprarsele in un negozio vintage, io se le trovo le prendo a partito preso.

Se passate in città e vedete uno strano tipo col cappello e questo fazzolettino nel taschino, sono io 🙂

[ILoveMontagnana]
[ILoveVintage]

TAG: Acquisti
Sorridere, confidare nelle nostre risorse ed andare avanti, nonostante tutto.

Già, inutile negarlo, il momento attuale non è dei più piacevoli, però sapete come la penso, la nostra Anima ci ama, ciò che ci ha messo davanti nel nostro percorso è per noi stess*, per consentirci di imparare, per darci modo di trovare le nostre potenzialità.

In noi ci sono le risorse per affrontare qualunque ostacolo la vita ci ponga, perché forte in noi deve essere la consapevolezza che diversamente ci saremmo trovati su una strada più semplice. Il Sesto Specchio Esseno ce lo dice.

Sta a noi considerare un ostacolo come un esercizio per il nostro miglioramento o una sorta di punizione.

Io ho sempre considerato le difficoltà come esercizi, così mi piace vivere e così continuerò a vivere. Per questo amo il Sesto Specchio.

Proprio perché l'abito fa il monaco, un giorno io mi cambiai per strada :p :p :p

No, non sono affatto d’accordo sul detto “l’abito non fa il monaco”, io viceversa sono del tutto convinto che ciò che mostri riflette ciò che sei. Ovviamente magari guardando bene, a fondo, indagando.

Il concetto ovviamente lo applico a 360 gradi, vita privata e lavoro, non esprimo alcun giudizio, semplicemente constato.

Se mi mandi un preventivo disordinato, questo ha un significato. Non è detto che tu sia disordinato, magari significa che io non sono al massimo delle tue priorità, magari non sei organizzato, forse non hai tempo, ma una cosa per me è certa, il tuo preventivo ti rappresenta.

Ovvio, la cosa vale per i tuoi biglietti da visita, le tue locandine, la brochure.

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Una delle salette del ristorante Casa Zanarotti, al primo piano della palazzina nel centro di Montagnana.

In pieno centro a Montagnana, praticamente nella piazza, il Ristorante Casa Zanarotti mi attirava ogni volta che ci passavo davanti per una lavagnetta su cui avevano scritto che servivano il Prosciutto all’Amarone con tartufo.

Passavo, ripassavo, bevevo un caffè, poi un secondo, quasi ogni giorno, e questo prosciutto continuava a frullarmi nella mente.

Un giorno, all’improvviso, decido di andarci a mangiare, solo, tanto per gustarmi il mio prosciutto.

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La grafica che rappresenta il mio servizio di scrittura in consulenza del tuo curriculum per la ristorazione

Proprio così. Sono stato assunto molte volte e centinaia di volte, forse ho superato il migliaio, ho assunto io, spesso buttando tonnellate di curriculum quasi senza leggerli.

Vuoi sapere cosa fa sì che il tuo curriculum nella ristorazione sia letto e tu abbia una possibilità che ti si chieda un colloquio?

Ad esempio, molte persone non sanno che nella ristorazione il CV non si usa come quello tipico formato europeo, i layout classici scaricati dai siti ai ristoratori proprio non piacciono.

Cosa ti propongo?

Due ore con me, parliamo delle strategie, delle forme comunicative e poi praticamente passiamo all’impostazione del tuo.

Ti basta saper usare un elaboratore di testi, come Word o Pages o altri strumenti simili.

Se vuoi maggiori informazioni, questa è la mia pagina sulla consulenza per il curriculum.

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Le Vibrazioni delle persone mi arrivano anche al telefono ed ho imparato ad ascoltarle.

Ok, so che può sembrare antipatico, ovviamente ho le mie motivazioni, ma ci sono situazioni in cui già dai primi secondi di una telefonata in arrivo, le Vibrazioni mi dicono NO!

Per chi ha chiaro il concetto di Vibrazione, non c’è nulla da spiegare, per chi è la prima volta che si approccia a questo concetto ovviamente invece può essere necessaria qualche considerazione.

Squilla il telefono, già le mie mani fanno fatica a tirarlo su e qualcosa mi dice di non rispondere. Non mi succede spesso che sia così, ma quando avviene, poi il resto è quasi scontato.

Alzo la linea, le prime parole mi arrivano a fatica, ci sono problemi di connessione o di banda, si sente a scatti. Ok, razionalmente decido di superare l’ostacolo e vado avanti.

La voce non mi piace, mi dà quasi fastidio. Ok, ancora una volta razionalmente mi dico che la cosa non deve incidere, mi sforzo d’andare avanti.

Capita di tutto. La persona mi interrompe mentre sto per rispondere ad una sua stessa domanda, il tono mi crea disagio, cita cose che non mi piacciono.

TAG: Francesco
piazza Vittorio Emanuele a Montagnana.

Esco presto di casa la mattina, per fare la mia passeggiata meditava a Montagnana, ogni giorno, un’ora a mente spenta (o quasi) per consentire al mio interiore di darmi i suoi Messaggi.

Vago senza meta, a volte il perimetro delle mura, a volte le viuzze interne, a volte neppure guardo dove sto andando e mi ritrovo da qualche parte senza ricordare come ci sono arrivato.

Il cielo è azzurro e limpido, qualche volta c’è un filo di nebbia, a volte piove, ma non importa, è la serenità interiore a muovermi.

Montagnana è meditativa di suo, si sente l’Energia provenire dal passato, i palazzi patrizi raccontano storie di gloria e vita.

Un po’ guardo fuori, un po’ guardo in me. Un momento vedo una deliziosa casetta, un altro colgo un mio pensiero vagante che si intrufola.

Le braccia sono rilassate, le mani spesso in tasca, con me ho quasi sempre la mia portadocumenti con le poche cose che ho sempre.

Le vetrine sono ancora scure, ma dai bar esce il chiacchierio invitante di chi sta già facendo colazione.

L’oretta è passata, un paio di chilometri sono fatti, mi faccio tentare dalla brioche.

La locandina della mia ricerca di un fotografo food e ristorazione.

Proprio così, il ristorante Belavocado, che poi sarebbe il mio, sta cercando un fotografo esperto nel food o nella ristorazione, per le foto che saranno usate sul sito e sulle varie piattaforme social.

Preferisco che la persona sia in zona, Montagnana, Este, Lonigo, Cologna, Monselice, per ovvie motivazioni di facilità di lavoro e spostamento.

Se vi interessa, scrivetemi su Whatsapp 349.2207339, così come potete dare questo riferimento a vostre conoscenze che potrebbero fare al caso nostro.

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La stampante a getto d'inchiostro Epson ET-2812, con cartucce ricaricabili.

… della serie, che ognuno faccia il proprio lavoro ed uno chef non si metta ad installare un’apparentemente innocua stampante a getto d’inchiostro Epson!

Mi serve un po’ per me ed un po’ per il mio ristorante, comprata a 220 euro, mi sono accertato che le ricariche degli inchiostri non costino troppo, è WiFi, la porto in casa e stamattina mi metto per porla in opera.

Via le confezioni, via le mille protezioni, oddio per installarla serve il cellulare, devi scaricare un app, inizio, mi chiede mille cose cose, alcune onestamente di difficile comprensione. Comunque, lo faccio.

Pare che sia in rete WiFi con la mia linea di casa/ufficio. Evviva!

La felicità dura poco, accendo il MAC, non la vede, devo caricare il software del CD (che in teoria sarebbe per Windows). Il software del CD mi manda ad un sito, il sito mi scarica un’app, l’app mi installa un’utility, 10 minuti e tutto sembra ok, vedo la stampante nell’elenco del MAC.

Tento una stampa, nulla. C’è un errore di connessione. Provo, riprovo, leggo, rileggo, niente da fare.

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L'ingresso, punto di partenza del mio Sogno, il Belavocado.

Io ho un Sogno, certo, se è per questo ne ho molti, alcuni sono nei miei 101 Desideri, altri li ho realizzati.

La mia Anima è con me, l’Universo è con me, i miei Sogni sono Creazioni Cosmiche che si attuano per volere di Dio, del frammento di Dio che c’è nella mia Essenza.

Fare e pensare, muovere le mani e Vibrare, costruire e Creare.

Il Pensiero Creativo si traduce in azioni che si svolgono nel Laboratorio Creativo, Universo Parallelo del mondo terreno.

Nel Laboratorio io Disegno, mentre le mie mani sul mio MAC Air fanno i conti.

Questa e la Fusione del Etereo con il Materiale, parte di quelle Connessioni Cosmiche di cui spesso parlo.

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La copertina grafica del mio corso di cucina dedicato alla bistecca dei sogni.

La mia linea formativa Tra i fornelli con frachef prevede una serie di corsi di cucina amatoriale con appuntamento mensile, quello del sabato 5 marzo 2022 è dedicato alla bistecca perfetta.

La lezione si svolge a distanza in videoconferenza interattiva su Meet, io cucino e voi mi fate domande e se volete prendete appunti. Tenete però presente che c’è anche una dispensa, quindi forse è meglio che stiate attent* e privilegiate l’interazione.

L’orario è dalle 10:00 alle 12:00, ma naturalmente arrivate un po’ prima per i soliti convenevoli e poi mentre io sistemo, dopo le, se avete tempo potete fermarvi ancora un po’ a chiacchierare con me.

Di cosa parleremo? Beh, in questo caso ovviamente di bistecche, con ricette diverse da quelle dell’ultima edizione, in modo da dare a chi spesso frequenta più volte i miei corsi, di avere opzioni diverse.

Premesso che tutte le informazioni le trovate sulla pagina ufficiale dei corsi di cucina amatoriale, potete iscrivervi mandandomi un messaggio su Whatsapp e Signal 349.2207339 o Telegram @frachef o email fradefra@frachef.it

Il prezzo è di 58 euro.

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Il mercatino di Montagnana, dove proprio oggi riflettevo sugli acquisti compulsivi.

Ammetto che in passato mi capitava spesso, vedevo una cosa che mi piaceva e d’impulso la compravo, con l’idea che qualcosa ne avrei fatto. Appunto, gli acquisti compulsivi.

Niente di male, seguire i propri impulsi può avere un senso, ma ovviamente poi spesso finiva che questi oggetti restavano in un cassetto o finivano su un mobile, spesso senza nulla avere a che fare con le cose attorno.

Piano piano ho imparato e ci pensavo proprio oggi visitando il mercatino delle cose usate che una volta al mese è organizzato a Montagnana. Oggi quando compro qualcosa penso alla sua contestualizzazione.

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Un frammento di neuroscienze, parliamo del lavoro che il cervello fa per memorizzare e mantenere le informazioni.

Non vuol certo essere una lezione di neuroscienze, io non ne avrei le competenze e voi vi annoiereste. Un paio di cose però ve le voglio dire, considerazioni che derivano dalla mia esperienza e che potete provare per conto vostro, per poi decidere se vi interessano o no.

Se scrivete qualcosa su un pezzo di carta, la carta subisce un iniziale usura, mentre lo fate, poi una seconda usura la subisce quando andrete a cercare l’informazione che vi serve.

In tutto il periodo, magari anni, la carta è a riposo, c’è solo l’usura del trascorrere del tempo, ma, insomma, rotoli e papiri scritti migliaia di anni fa sono arrivati fino a noi.

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Un angolo del fiume Lemene a Portogruaro, in Veneto.

C’è qualcosa di meditativo in questa città, che io ho vissuto proprio così, con la testa un po’ per aria, mente spenta, gli occhi sui tanti angoli che Portogruaro ha sul suo tratto del fiume Lemene. Un bel giorno a gennaio, forse con qualche grado in meno di ciò che avrei voluto, ma col Calore di un’inattesa visita che si è trasformata in una chiacchierata con me stesso. Il più bel viaggio al mondo.

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La mia promozione per tutto il 2022, di creare il tuo ristorante con me, approfittando del fatto che...

Dato che proprio in questo momento sto creando ed avviando il mio ristorante Belavocado, cogli l’occasione anche tu per avviare il tuo locale avendo come esempio un caso reale da cui prelevare informazioni.

Invece che freddi numeri di casi sconosciuti, potrò rispondere alle tue domande con dati di un progetto di questi giorni.

Questa promozione include:

  • un pacchetto di 10 ore di consulenza a distanza;
  • Tirocinio a distanza di management della ristorazione;
  • il libro “Aprire un ristorante”;
  • Il libro “Diventa Restaurant Manager”;
  • modello “Piano Finanziario”;
  • materiale di gestione di un locale;
  • coupon per il 20% di sconto su un mio corso sulla ristorazione;
  • iscrizione ai corsi settimanali a distanza “Frachef: my 2 cents”.
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Eccomi a comunicarvi il nome del mio ristorante a Montagnana, il Belavocado by Frachef - 5sense Restaurant.
La mia brutta faccia mentre vi comunico
il nome del mio ristorante 😂😂

Il nome del mio ristorante sarà questo, Belavocado by Frachef – 5sense Restaurant (e vi do anche il link al sito).

L’origine di questo nome? Beh, è una cosa lunghetta, che si perde un po’ in tempi addietro, quando ancora neppure pensavo di aprire un mio locale.

Belavocado deriva da una coltivazione di avocado presente su una collina molto bella, in località Belvedere. L’avevo visitata, ne avevo assaporato il clima meditativo ed il bellissimo panorama che vi si godeva.

Quella collina ha un futuro, nel frattempo ci ha ispirato il nome del mio ristorante. Ci piace il suono e anche se non saremo specializzati negli avocadi, saranno comunque sempre almeno in un piatto. Saranno avocadi al top di gamma.

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C’è troppo rumore, cose che si accavallano, pensieri che si intersecano, strade che partono senza che si sappia dove finiscono… persino parole usate male, come proprio alcune in questa frase.

Ok.

Mi fermo, poggio la schiena sullo schienale della mia sedia, le braccia sui braccioli, chiudo gli occhi.

Sento i miei muscoli, dico loro di rilassarsi, sento che lo fanno. Le tensioni si sciolgono, le mie orecchie ricevono i rumori della stanza e di me stesso, mi pare di sentire persino il sangue muoversi nelle vene.

O forse è qualcosa nello stomaco?

Certo, forse, ma non importa.

Lascio andare il tempo, l’attività mentale rallenta, il vuoto si fa in me, i pensieri si diradano, il futuro smette d’essere futuro, il presente è qui, il passato non lo ricordo.

No, non mi addormento. In questo stato non potrebbe succedere, perché per quanto assurdo possa sembrare, sono fermo ma vigile, rilassato ma concentrato, indifferente ma consapevole.

No, non mi chiedo cosa succederà. Spengo la mente proprio per smettere di chiedermelo e, il bello è questo, funziona.

Mi godo ancora qualche minuto di questa mia vacanza, poi riparto.

A dopo!

Proprio così, una tonnellata di cose, veramente giorni di fuoco, in cui ogni ora, intanto che smarco cose, ne arrivano altre per altre ore, sembrano non finire mai. Tiro fuori la mia arma più affilata, la calma.

Sono tutte cose che mi piacciono, infatti, quindi le accetto volentieri, fanno parte dei miei progetti di vita. Devo solo attrezzarmi.

Un giorno in Università agli allievi spiegai, durante un corso di Project Management, che proprio quando non hai tempo per programmare le attività, devi assolutamente trovare modo di farlo!

Il principio qui è lo stesso. Calma, calma, calma, calma.

Proprio quando pare che non ci sia un minuto libero, io mi prendo delle pause e mi fermo!

Folle vero? Qualcuno me lo dice, senza mezzi termini. Sono strano, sono controcorrente, lavoro in modo diverso, anzi, non lavoro proprio quanto dovrei.

Io la penso diversamente. La calma è una delle armi più potenti nelle mani di un uomo. È la Katana forgiata dal Dio Vivente, da usare su sé stessi per togliere i rami secchi, la negatività, i pensieri rimacinati troppe volte.

Non stupitevi del vedermi calmo anche se ho un miliardo di cose da fare. Non sto dimenticando nulla, non sto trascurando nulla, anzi, sto facendo la cosa più importante per procedere al meglio: restar calmo.

Quante volte l’ho detto? Ecco, questo vi dà l’idea dell’importanza che gli do.

TAG: Francesco
L'annuncio del nome, per il Belavocado by Frachef - 5sense restaurant.

Proprio così, quello che ad oggi abbiamo chiamato in codice Frachef’s Restaurant, alla fine ha assunto il suo nome reale, che è “Belavocado by Frachef – 5sense restaurant”.

Inizialmente gli abbiamo dato un nome provvisorio per poter fare riferimento più velocemente, anche il hashtag #FrachefsRestaurant, ma ovviamente aspettavamo il momento di battezzarlo e lo abbiamo fatto. Anche col suo tag, #Belavocado 🙂

Abbiamo organizzato vari brainstorming, fatto molte riunioni, predisposto un paio di piccoli panel-test, avuto il parere della Psicologa Cognitiva che ci segue in questi aspetti ed alla fine ci siamo arrivati.

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La foto dei fichi d'India presenti a Montagnana in un vicolo vicino alle mura.
La testimonianza di ciò che scrivo!

Sto facendo la mia solita passeggiata meditativa mattutina, sono lungo il perimetro interno delle mura di Montagnana e… e mi ritrovo dei fichi d’India davanti!

Ma no, ho le traveggole, impossibile che ci siano fichi d’India da queste parti, siamo in Veneto, mica in Sicilia!

Eppure, le foto lo dimostrano, per quanto piccolo, è proprio un fico d’India. Per scrupolo vado vicinissimo a controllare, è veramente la mia amata pianta, che mi ricorda anni fanciulleschi in meridione.

– “Frà, ma fai un articolo solo per dirci questa cosa?

Sì ragazz*, faccio un articolo per questo, perché la cosa mi stupisce non poco e mi va che ne resti “imperitura memoria” 🙂

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Il campanile della chiesa di San Francesco a Montagnana, vista dal vicolo omonimo, che dal centro la raggiunge.

L’avevo vista da varie angolazioni, la chiesta di San Francesco a Montagnana, ed in ogni modo io l’osservassi, quest’angolo mi attirava.

Ogni mattina faccio una passeggiata meditativa per le vie della città e così oggi ho deciso di dedicare un po’ di tempo a questo giardinetto con l’annessa costruzione medievale che questo bell’effetto sempre mi fa.

Ci arrivo dalle vie del centro, attraverso un vicolo che da lontano mostra il suo campanile, alto, a ridosso delle mura carraresi, ben visibile anche dall’esterno, anzi, per molti aspetti fiabesco proprio da fuori. Sensazione difficile da descrivere, non sono neppure particolarmente bravo nello scattar foto, se passate non perdetevi un momento per una passeggiata interna ed una esterna per godervi le due facce della stessa medaglia.

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Sono andato a mangiare in un locale, molto carino, il cibo non era male, ma…

prima ancora che io finissi di mangiarlo, era già freddo.

Peggio.

Appena arrivato le salse erano fredde e la carne tiepida, le patate bollenti. Ok, qualcuno potrà dire che è una questione di idee, ma in realtà qualche regola ci sarebbe.

Inizio a mangiare, le salse ovviamente restano fredde, le carne da tiepida passa a fredda, le patate da bollenti diventano calde.

Finisco di mangiare (cinque minuti), la carne è diventata fredda, le patate tiepide.

Ovvio, il tutto mi era stato portato in un piatto freddo, quindi naturale che il cibo si raffreddi subito.

Mi chiedo se chi ha impostato questo modo di servire, si sia almeno una volta seduto ad un tavolo facendo finta di essere un cliente ed abbia assaggiato i piatti che ha nel proprio menu.

Mi guardo attorno, ci sono solo due giovanissime e simpatiche cameriere. Nessuna persona pare avere la responsabilità della sala. Ovvio che le due cameriere non hanno la funzione di far queste prove. Fanno il loro mestiere (e lo facevano anche bene).

Capite dove voglio arrivare?

Voglio arrivare al fatto che non potete pensare che i componenti di un reparto portino avanti la gestione, il controllo e il coordinamento. Deve esserci qualcuno che lo fa, di mestiere, e che faccia praticamente solo quello. 

Vale anche nella ristorazione.

Altrimenti succederanno sempre queste cose e non ce la si potrà certo prendere con le cameriere o con le persone in cucina. Non è il mestiere delle prime e neppure dei secondi. È il mestiere di un’altra persona.

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L'ingresso del ristorante Osteria del Guà, nella Barchessa della Villa Pisani, a Bagnolo, frazione di Lonigo in provincia di Vicenza.

Da parecchio tempo m’ero riproposto d’andare all’Osteria del Guà, che immaginavo essere un bel ristorante, data la stupenda location nella Barchessa della Villa Pisani/Bonetti a Bagnolo di Lonigo, di cui vi mostro l’ingresso, già di suo esplicativo.

Finalmente mi sono deciso, un giorno che ero libero in vacanza a Lonigo ho prenotato e ci sono andato. Solo, purtroppo, ma meglio così che nulla ripromettendomi di andarci in compagnia alla prima occasione (ed infatti ci sono poi tornato).

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La grafica del corso di cucina amatoriale sul tema degli spezzatini.

Un corso di cucina tenuto a distanza, mediante la piattaforma Meet di Google, con il focus su una preparazione della carne che è parte della tradizione ma anche della cucina contemporanea, italiana ed internazionale: gli spezzatini.

Il corso sarà in showcooking, nel senso che io cucinerò e voi starete a guardare, potendomi fare tutte le domande che volete. Il corso è infatti interattivo, anzi, a quest’aspetto ci tengo.

Due ore di lezione, sabato 12 febbraio 2022, dalle 10:00 alle 12:00.

Lezione pratica, dicevo, ma con un po’ di informazioni teoriche sulla cottura della carne, sul taglio e sulle tecniche di cucina specifiche del caso.

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Eccomi sdraiato sul divano della casa che mi ospitava a Newport, nel Rhode Island.
Sdraiato sul divanetto del salotto nella casa di Newport, anche se il SARS-CoV-2 l’ho fatto in realtà a Montagnana.

Sì, il Covid-19 l’ho fatto anch’io, anzi ci sono ancora, perché il tampone di conferma negatività lo faccio lunedì prossimo e non è detta l’ultima parola.

Molti mi hanno chiesto com’è andata ed augurato pronta guarigione, ma ad essere sincero in fondo mi ritengo fortunato.

Godo di ottima salute, non per nulla mi occupo di autoguarigione da tantissimi anni, così il mio corpo mi ha aiutato.

Ho avuto mal di gola, sopportabile, qualche giorno mal di testa, sopportabile anche questo, un po’ di sintomi influenzali, un po’ di mal di schiena ed un senso di spossatezza.

Ovviamente ho dovuto rimandare tutti i miei incontri in presenza, ma tre o quattro ore di lavoro giornaliere ho continuato a farle, segno che in fondo non sono stato troppo male.

Per fortuna, anche palato e olfatto sono rimasti integri ed immutati (e per il mio lavoro è importante).

Non sono ancora al 100% delle mie capacità, ma grazie alle mie performance usualmente ottime, in fondo sto producendo in quantità che molti considererebbero normali.

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La copertina che rappresenta il corso di vendita per camerieri e responsabili di sala.
Clienti felici nel tuo ristorante, dopo che avrai seguito questo corso di vendita.

Una mia allieva, già brava responsabile di sala, mi ha chiesto di organizzare per le una edizione anticipata del Corso di Vendita per Responsabili di Sala e Camerieri, con una maggiore focalizzazione rispetto alla versione standard, sulla gestione del tavolo.

Ok, si farà mercoledì 9 febbraio 2022 dalle 9:00 alle 18:00 con un’ora di pausa, a distanza su Meet di Google.

Il corso quindi durerà un’ora in più di quello ufficiale ed avrà un focus maggiore sulla gestione del tavolo e della sala, rispetto ad altre cose che pur incidendo notevolmente, non sono di competenza del personale.

Qual è l’obiettivo del corso? Professionalizzare chi fa questo lavoro dando una forte spinta alla sua capacità di vendere al tavolo. In pratica, un punto di sicuro vantaggio nel cv di un professionista della sala.

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Ok, io sarò anche un po’ DOC di Personalità, ma il fatto che i cibi portati a tavola in un ristorante corrispondano esattamente a quanto descritto nel menu, lo trovo fondamentale.

Lo dico sia come cliente, sia come restaurant manager.

Come cliente, quando scelgo qualcosa, può essere un elemento qualunque ciò che mi ha fatto decidere per un piatto piuttosto che per un altro. C’era la granella di pistacchio? Magari è quella che ha motivato la mia scelta e se mi porti la granella di anacardi non è detto affatto che per me sia uguale, anche se secondo te cambia poco.

Lasciamo anche perdere eventuali allergie o intolleranze, si tratta di aspettative che mi creo e che poi vengono deluse.

Se il locale lo gestisco io, a maggior ragione ci tengo che il menu sia sempre perfettamente aggiornato col servizio e pretendo che in cucina non si cambi nulla senza dirmelo e senza che io possa modificare la carta.

Se un ristorante non riesce ad organizzarsi su un aspetto simile, il cliente potrà chiedersi se non sia peggio su cose parecchio più complicate.

La fiducia che la clientela ripone in un’azienda, in qualunque settore, è fatta anche di queste cose, spesso solo da queste cose, perché in fondo sono gli unici aspetti che si vedono dall’esterno.

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Io e Mariangela, entrambi abbiamo sentito dentro e scelto la via del Poliamore.

Ormai sono un poliamoroso dichiarato da anni e il poliamore ho avuto modo di scoprirlo, studiarlo, viverlo, comunicarlo e farne oggetto di confronti con altre persone che applicano questo modello di relazione amorosa.

Soprattutto, lo vivo da anni, quindi ormai posso definirmi “maturo” come poliamoroso. Maturo non nel senso del giudizio, lo dico sempre che sono uno scemo, ma nel senso che ho maturato l’esperienza personale diretta che mi consente di conoscermi e capirmi, valutando i miei sentimenti e le emozioni che provo.

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Premesso che nella ristorazione ognun* gestisce il proprio locale come vuole ed avrà le sue ragioni per qualunque cosa decida di fare, occorre però sempre tenere presente che la clientela farà poi le proprie considerazioni e, giusto o sbagliato che sia, deciderà se tornare o no.

Siamo andati in un locale a mangiare, eravamo in tre, ci sediamo. La sala è vuota, qualche persona è fuori nel dehor.

Aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo, sono passati venti minuti prima che venisse una cameriera a prendere l’ordine. Venti minuti minimi, perché ho guardato l’orologio ed era passato questo tempo dal nostro arrivo, ma loro sono arrivat* qualche minuto dopo.

Possono esserci tutte le ragioni di questo mondo, ma ovviamente noi non possiamo non considerare questo aspetto.

Guardiamo la situazione.

Ci sono due camerier*, vanno avanti e indietro verso l’esterno, noi non ci guardano mai.

È sabato sera, siamo appena all’inizio della serata. Come mai ci sono solo due camerier* il sabato sera? Vuol dire che in settimana ce ne sarebbe stat* solo un* ed avremmo aspettato anche di più?

Si fa fatica a trovare il personale, lo so, i costi sono diventati troppo alti, lo so, una persona può essere improvvisamente in malattia, lo so, non si prevedeva un numero alto di persone (a parte che eravamo quattro gatti), lo so, ma perché tutto ciò deve pagarlo chi viene a mangiare?

Nessun problema, eh? Il ristoratore può decidere di risolvere i propri problemi girandoli alla clientela, poi però che non ci resti male se l’affluenza non è quella che vorrebbe.

Ovvio che noi in quel locale non ci torneremo.

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Il logo dell'agenzia di marketing e comunicazione Digital Followers, che ci segue per il progetto Frachef's Restaurant.

Fatta, abbiamo firmato l’accordo con Digital Followers, l’agenzia che ci seguirà per il nostro marketing e la comunicazione.

Loro ci realizzeranno il logo (appena il nome sarà stato scelto) ed il sito (stanno già organizzandosi).

Li abbiamo scelti perché li conosco da tanti anni, abbiamo collaborato varie volte, mi piace come lavorano, stimo i loro titolari, insomma ci sono tutti gli ingredienti necessari.

Qualcuno potrà pensare che è presto, ma in realtà i ristoranti che hanno collaborato con me nella fase di avviamento sanno che il sito va fatto molto prima di aprire.

Ovvio che se lo faccio fare agli altri ristoranti, poi vale anche per il mio.

Le attività si infittiscono, restate sintonizzati, presto comincerete a veder qualcosa.

A proposito, se volete informazioni sul progetto, le trovate sulla pagina in cui descrivo l’avviamento del mio ristorante.

Il mio cellulare iPhone 6s in vendita in questo periodo.

So che ci sono popoli per cui la trattativa è lo sport nazionale, anche a me in generale non dispiace, ma ci sono situazioni in cui proprio non mi piace e lo considero fuori luogo.

Quando un oggetto si capisce bene che è venduto ad un prezzo bassissimo, ad esempio, ci sta che si chiedano le motivazioni, ma tentare di ridurre ulteriormente, onestamente a me provoca disagio, sia come acquirente e dovessi provarci, sia come venditore se lo subisco.

In questi giorni ho messo in vendita il mio cellulare dismesso, ad un prezzo ridicolo perché ha un connettore labile. Il prezzo è ridicolo anche considerando quest’aspetto, che incide pochissimo tra l’altro e si ripara facilmente.

Detto ciò mi sta succedendo di tutto.

Persone che mi chiedono se è disponibile e poi non guardano neppure la mia risposta, altre mi chiedono un prezzo più basso, altre ancora mi hanno chiesto di portarlo io a casa loro, altre hanno tentato di dimezzare il prezzo, c’è chi mi ha chiamato al telefono in tardissima serata quasi notte, altre non si preoccupano neppure di scrivere in italiano, devo essere io, secondo loro, a tradurre.

Ovviamente buongiorno e buonasera non si sa cosa siano.

Poco fa una persona mi chiama al telefono tre volte di fila in cinque minuti alle 8 di mattina e subito dopo mi manda un messaggio con cui mi chiede quale sia il mio ultimo prezzo!

Le Vibrazioni che mi arrivano non mi piacciono, gli scrivo che purtroppo questa insistenza mi crea disagio e preferisco lasciar perdere.

Mi ha mandato a quel paese! 

Le Vibrazioni, come al solito, non mentivano.

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Un antipasto di fritti, se non ricordo male funghi, presi all' hostaria San Benedetto.

Comincio col dire che a prescindere dal nome, Hostaria San Benedetto, è un ristorante (e per me la cosa è positiva).

Ci passavo spesso davanti, nelle mie passeggiate meditative a Montagnana. È in una viuzza vicina all’omonima chiesa, proprio perché un po’ defilata rispetto alla piazza centrale, io ci passo spesso. Infatti, durante le mie passeggiate tendo a fare le strade meno battute proprio per restare con me stesso.

Ci passavo, dicevo, e ogni volta mi proponevo di andarci, perché per qualche motivo da fuori mi intrigava. Avevo anche visto il sito e la fanpage Facebook, mi era piaciuto ciò che avevo visto, quindi… si va!

Qualche settimana fa è venuto a trovarmi il mio socio, Antonio, ed ho pensato di portarlo qui, con la scusa di un posto dove star bene.

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Eccomi al Rifugio del Doge, qui a Montagnana, a scrivere questo articolo che state leggendo.

Non che mi succeda spesso, ma ogni tanto capita anche a me di sentirmi svuotato, ma inizialmente non avevo capito un aspetto fondamentale.

Sino a qualche anno fa quando mi sentivo in questa condizione, mi cercavo delle cose da fare che mi facessero sentire un po’ più vivo, che mi dessero energia, ecc.

Un giorno ebbi un’illuminazione: quando mi sento svuotato, in realtà è esattamente l’inverso, troppe cose mi frullano per la mente, troppi pensieri, troppi dubbi, troppe attività a cui pensare, troppe cose da gestire.

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L'immagine grafica che rappresenta il corso per restaurant manager.
La copertina del Corso di gestione dello stress nella ristorazione.

Sapete che da un calcolo fatto, ho verificato che ogni singolo errore fatto in un ristorante costa mediamente 1.080 euro? Senza considerare gli errori gravissimi?

Pensateci, un errore al giorno di ognuna delle persone che vi lavorano, dei responsabili e dei titolari… moltiplicate per il numero dei giorni di apertura…

Ora, aggiungete a ciò il fatto che la maggior parte degli errori sono provocati dallo stress e vi renderete conto quanto può servirvi seguire il Corso di Gestione dello Stress nella ristorazione.

Si svolge nei giorni 7 e 8 febbraio 2022, a Verona, potete seguirlo anche a distanza, i docenti siamo io e la Dott.ssa Mariangela Balsamo, psicologa clinica e cognitiva.

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L'immagine che rappresenta il mio progetto di apertura di un ristorante e il gruppo dei suoi fan.

Per chi vuol seguire più in dettaglio le attività di creazione del ristorante, ho creato un gruppo su Whatsapp in cui potete far richiesta d’ingresso.

I componenti sono per lo più persone che potrebbero essere interessate a lavorare da noi, potenziali fornitori di attrezzature e strumenti o di prodotti alimentari, allievi dei miei corsi per la ristorazione interessati a stage o tirocini, visitatori che un giorno vorranno venirci a mangiare.

La copertina del corso per restaurant manager che si svolge ad aprile 2022 a Verona.
La sala del ristorante Silene, il cui titolare anni fa seguì il corso.

Proprio così, nei giorni 4, 5 e 6 aprile 2022 ci sarà l’ennesima edizione del mio Corso per Restaurant Manager.

Le lezioni si svolgono a Verona, ma si possono seguire anche a distanza, in DAD, con il sistema di videoconferenza Meet di Google.

Si tratta di uno dei corsi centrali del mio programma di formazione per la ristorazione, seguito ormai da molti allievi, con molto materiale didattico a corredo e col rilascio di un attestato di partecipazione.

Chi dovrebbe seguire questo corso? Chi vuol aprire un ristorante, chi lo vuol gestire, responsabili di sala e camerieri in carriera, gli chef che vogliono sapere che succede in sala e perché.

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La vita è mia, cosa che se da una parte può piacere, dall’altra si porta delle implicazioni che non sempre sono altrettanto gradite.

Ad esempio, io penso che per il fatto che la vita sia mia, sia io a dovermi impegnare per far sì che vada come lo desidero. In sostanza, il Creatore sono io.

Fin qui ci siamo. Ora viene il bello, o forse dovrei dire il peggio.

Essere io il Creatore della mia vita, vuol dire che non posso prendermela con “gli altri” quando qualcosa non va come vorrei, che non esiste un caso che si ostina contro di me, che l’Universo ha altro da fare che prendersela con me.

Tutto va come io lo Creo, anche le cose che non mi piacciono. Sopratutto le cose che non mi piacciono.

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La foto dei panini che ho incartato recentemente per un viaggio non proprio fuoriporta, andavo in Germania.
I panini per il mio viaggio in Germania.

Ok, ce ne andiamo in giro per i dintorni della nostra città o decidiamo per un picnic nel giardino del vicino, eccoci a preparare i panini.

Sembra banale, ma che ci vuole? Prendi una pellicola trasparente e li incarti!

Invece no, non è affatto scontato e spesso proprio banalizzando quest’aspetto, il come incartare un panino, ci facciamo venire un mal di pancia. Va bene, si tratta solo di un mal di pancia e raramente ci sono conseguenze più gravi, ma anche un mal di pancia comunque non è che ci faccia piacere.

Cominciamo?

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L'esterno del Ristorante Camaleonte, ad Alonte, tra i Colli Berici.

Alle pendici dei Colli Berici, in un piccolo paesino di nome Alonte, c’è il Ristorante Camaleonte, un locale che se andate in quella zona vi invito decisamente a visitare.

Perché ve ne parlo? Perché quando incontro persone nel Basso Vicentino, spesso le invito proprio lì, perché è un luogo dove sto bene, in un contesto di natura e urbano che mi piace.

Nella prima foto vedete com’era il locale un paio d’anni fa, ad oggi l’esterno s’è ulteriormente abbellito grazie alle continue cure e variazioni del suo titolare, Francesco (no, non io, mio cognato) Cico.

Fuori c’è parecchio spazio, anche quando piove c’è un dehor riscaldato da un’efficace stufa, per il massimo confort in tutte le situazioni.

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La mascherina che ho appoggiato un istante sul tavolo per fagli la foto, intanto che scrivo questo post.

Guardate, io nella discussione sul fatto che portare la mascherina sia giusto o sbagliato in questa emergenza, non voglio entrarci, non sta a me, non ho competenze scientifiche per farlo, non ho conoscenza delle statistiche reali sul suo uso o non uso, non posso accedere a ricerche fatte da istituti realmente al di sopra delle parti.

Però una cosa posso dirla sulla base delle mie esperienze: portare la mascherina è un vero stress, non banale, se hai gli occhiali.

La metto perché devo farlo, però trenta secondi dopo ho già l’impulso di toglierla, perché immediatamente i vetri mi si appannano.

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Il Natale a Miami, dove mi trovavo per avviare un nuovo ristorante francese, un po' di anni fa. Ottima rappresentazione di queste feste.

Tra qualche giorno la maggior parte di noi entrerà nel periodo festivo più noto sul pianeta, per qualcun* religioso, per altr* commerciale, per altr* ancora di semplice riposo.

C’è chi ne approfitta per fare viaggi, chi per incontrare familiari e parenti, chi se ne sta sol* a rilassarsi, chi si concede regali, chi manda tonnellate di cartoline.

E io?

Beh, io faccio tutto quello che vi ho detto, viaggio, incontro familiari, sto solo per dei momenti, mi concedo regali (e ne faccio), mando cartoline 🙂

Questa è la cartolina per voi, quella con cui vi auguro un bel periodo festivo natalizio, che sia Buon Natale per chi di voi si concentra su questo, che sia Buon Capodanno per chi pensa soprattutto al cenone e che sia Buone Feste per tutte le altre persone.

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Il pranzo che ho consumato da Ikea a Padova, l'ultima volta che ci sono stato.

Già, quelli di Ikea a Padova l’hanno capito: chi si ferma è perduto!

Ci pensavo qualche settimana fa, andando nel loro store padovano e notando alcune cose che fanno capire come la loro Direzione sia proiettata in avanti.

In particolare, vado alla toilette e trovo che anche nei bagni maschili c’è il necessario per cambiare un* neonat*. Non si dà per scontato che lo debba necessariamente fare una donna. Mi piace.

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Nell’Universo tutto è relativo. Tutto!

Persino la luce, per noi è tale, per altri esseri viventi potrebbe essere oscurità.

In fondo, la luce è un insieme di onde elettromagnetiche di una certa frequenza, quelle rilevate dal nostro occhio.

Occhi diversi, però, potrebbero essersi evoluti per vedere gamme di frequenze diverse, vedrebbero dove noi non vediamo e potrebbero non vedere ciò che noi vediamo.

Avete presente Predator?

Ecco, tutto è relativo.

Ricordiamocene ogni volta che confrontiamo le nostre priorità con quelle di altre persone, quando giudichiamo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Infiniti sono gli schemi possibili di ragionamento, così come le possibili conclusioni che si possono trarre partendo dagli stessi dati, figurarsi poi quando i dati non li vediamo neppure tutti.

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L'immagine rappresenta il progetto di creazione del Frachef's Restaurant e del Tirocinio Creazione Ristorante, oggetto di questa pagina.

Dato che sto creando un mio ristorante, ho deciso di dare la possibilità a chi ne avesse interesse, di seguire un tirocinio che ho chiamato proprio così: “Tirocinio Creazione Ristorante”.

La persona interessata sarà inserita nel team che dirige tutto il progetto, per tutta la durata delle operazioni di creazione (stimato un anno e mezzo o due), potrà assistere a tutte le riunioni, alle discussioni, alla presa delle decisioni, ai controlli ed alle valutazioni.

In sostanza, si tratta di un tirocinio direzionale, cosa più unica che rara. Non scherzo, di tirocini così se ne fanno veramente pochi in Italia.

Sembra scontato ma non lo è affatto, infatti siamo stati a mangiare in un ristorante, avevamo prenotato, arriviamo e non c’è alcun tavolo con il classico biglietto “Prenotato”.

La prima considerazione che m’è venuta in mente è stata: “ma si saranno ricordati di noi?

Ok, ovviamente non siamo tutt* uguali, altre persone potrebbero pensare altre cose, tra cui:

  • sono disorganizzati;
  • speriamo che in cucina sia meglio;
  • sono vuoti e quindi un tavolo vale l’altro;
  • il restaurant manager non c’è.

Tutte queste ipotesi sono sottilmente negative, danno ai clienti un’impressione di imprecisione e di mancanza di cura.

In realtà io so che potrebbero esserci dei motivi per i quali non si mette il “Prenotato” sui tavoli, il problema è che la clientela non li conosce e le impressioni sono quindi negative.

Dato che le persone in questo caso tendono a non dir nulla al ristoratore, ma la sensazione negativa c’è comunque, io consiglio di usare sempre gli appositi indicatori di tavolo riservato.

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La grafica del corso sullo spadellamento, che si svolgerà a gennaio 2022.

Proprio così, alcuni allievi me lo hanno richiesto, ho valutato ed alla fine ho deciso di metterlo a calendario, il 29 gennaio 2022 ci sarà un corso dedicato al cucinare al salto.

Non cucineremo, ma ci dedicheremo al movimento, trucchi e trucchetti, regole da seguire, quello che serve per spadellare al meglio, al di là del perché si faccia.

Insomma, pratica e ancora pratica.

Due ore di lezione interattiva a distanza, dalle 10:00 alle 12:00, io mostro, voi guardate e fate domande.

Non ne avete l’obbligo, ma io vi consiglio di prepararvi un tagliere ed una padella, in modo da poter provare il movimento che vi mostro, già in diretta. Magari la cosa può esservi utile e potete farmi delle domande subito, se non riuscite.

Iscriversi è semplice, mandatemi un messaggio su Whatsapp e Signal 349.2207339, Telegram @frachef o email fradefra@frachef.it

Il prezzo è di 58 euro. Vi aspetto 🙂

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