Incrocio una ragazza. È lei o non è lei?
La fermo, le chiedo dove abitava qualche tempo fa, è lei.
Le dico che mi ricordo di lei, anche se lei sicuramente non si ricorderà di me, invece lei si ricorda benissimo.


C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato! [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]
Incrocio una ragazza. È lei o non è lei?
La fermo, le chiedo dove abitava qualche tempo fa, è lei.
Le dico che mi ricordo di lei, anche se lei sicuramente non si ricorderà di me, invece lei si ricorda benissimo.
Nn mi bastano le tue labbra, né la tua lingua è sufficiente. Mi serve sentire per un momento che mi vuoi fino in fondo. Mi serve che ci sia anche la partecipazione dei tuoi denti, con un leggero morsetto sulle mie labbra.
Dove sei?
Agli allievi dei corsi insegno che per essere equilibrato e completo, un boccone deve sollecitare tutte le papille: dolce, salato, amaro, acido.
Frog decise che era arrivato il momento che Franch avesse un cappello nuovo. Non poteva consentire che se ne andasse ancora in giro con la coppola che aveva ricevuto da scugnizzo alla sua festa di ingresso nella Famiglia.
“Mizzica” – disse Franch – “hai raggione! Me lo regali tu?”
Frog rise tra sé. Gli era sempre piaciuto l’accento italiano del suo uomo. Ogni volta che pensava alle doppie “b” o alle “g” si sentiva eccitata come quando a pancia sotto stava sul letto e sentiva il materasso contro il suo inguine. Si sforzava di pensare ad altro per non ridere, ma giù in basso qualcosa succedeva…
Dal 2001/2002 ho iniziato a vivere con l’idea che ognuno di noi abbia più vite, sia nel passato, sia nel futuro.
La mia attenzione, a dir il vero, è sempre stata più rivolta al passato, che al futuro.
Da qualche tempo, però, ho in atto una lenta manovra di cambiamento di rotta. Resta uguale il principio guida, ma diventa più importante la vita futura.
Premessa, non parlo del dio cristiano, ma di un creatore non necessariamente identificato da uno degli dei delle tante religioni.
Volendo credere al fatto che la nostra esistenza sia fatta da molte vite, abbiamo problemi di incompatibilità col credere ad un Creatore?
Così, di primo acchito, mi verrebbe da dire no. In fondo, se consideriamo l’esistenza invece della singola vita, resta comunque il problema di chi abbia creato il punto di partenza.
Ci pensavo, oggi, tra un momento di “cazzeggio” e l’altro.
Mi ha fatto venire in mente la cosa un tweet di una ragazza che mi piace. Io le chiedo se le va di uscire assieme perché vorrei sentire a voce le cose interessanti che scrive, lei mi risponde dicendo che di solito preferisce ascoltare che parlare.
Parlavo di ipnosi regressiva con una persona e, l’aspetto è divertente, le manifestavo la mia idea che nel suo caso non fosse conveniente.
Dico che la cosa è divertente, perché riflettendoci, ora sarei quasi io a voler provare!!
Chi mi conosce sa che senza essere un accanito della tesi, sono disposto a considerare che sia possibile che ognuno di noi viva più vite. Anzi, senza poter affermare di averne prove, alcune cose della mia attuale vita mi portano a credere che sia solo l’ultima di una lunga serie.
Mi è successo pochissime volte nella vita, quando mi capita ho la forte sensazione di averla già conosciuta in una vita precedente.
Parlo di quella strana affinità che provi verso una persona, inspiegabile, la senti vicina senza che ci sia una motivazione.
Con lei non alzi le solite difese, non ti spiace che ti stia vicinissima, le racconti cose che non hai mai raccontato a nessuno.
La strada che vedo è stretta, tortuosa, buia e piena di buche e macerie.
Sento un senso di oppressione che fatico a spiegare. So che devo proseguire, ma il mio cervello non vuol dare l’ordine ai miei muscoli, e comunque temo che questi si rifiuterebbero.
Mi fermo.
“Potrei stare delle ore ad ascoltarti” – dice Roberta venerdì scorso ed ovviamente mi fa piacere.
Mi fermo a riflettere. Non è la prima persona che me lo dice. Ci credo.
Oggi anch’io ho voglia di ascoltare me stesso. Sono seduto fuori dal Mamo, vedo in lontananza l’ingresso della scuola e…
… e non faccio nulla
Scorre, il fiume del tempo, e non puoi fermarlo, forse non vuoi neppure.
Dentro di te si aprono percorsi che non pensavi fossero possibili, a volte vorresti arginare, ma poi ci ripensi.
Ti fermi a guardare, quasi come fossi uno spettatore esterno, l’impetuoso scorrere che da una parte ti affascina e dall’altra ti spaventa.
Sembra facile, tutti dicono che sia importante, ma vorrei vedere chi ci riesce sul serio e fino in fondo.
Essere sé stessi, più una dichiarazione d’intenti, che un reale modus vivendi.
Qualcuno ogni tanto tenta di convincermi che volendolo è possibile, in realtà non lo è affatto, infatti anche chi te lo dice, gratta gratta, non lo fa del tutto.
Se fossi una farfalla, vorrei sbattere le ali in Cina per vedere se è vero che in California si scatena un tornado.
Se fossi una mosca, vorrei fare un giro nel salotto del Presidente.
Se fossi un’aquila, mi piacerebbe volare a tre chilometri di altezza per capire se veramente riesco a vedere un topo.
Riflettevo su questo mio atteggiamento che mi porta ad aver voglia di passare dalla cucina della scuola di cui sono chef, ogni volta che vengo a Lonigo. Anche se ci vengo con motivi privati e spesso in riposo, una scappata ho sempre voglia di farla.
Questo lavoro mi piace, ma non basta. Non è solo il lavoro in sé a piacermi, ma l’ambiente, le persone che mi circondano e rendono tutto più bello.
Non esiste una verità assoluta. Già da ragazzo Albert Einstein mi affascinava con i suoi principi sulla Relatività, ma da adulto in termini filosofici ancor di più mi son convinto del fatto che tutto possa essere vero o falso a seconda del punto di vista.
La cosa è scomoda, intendiamoci, perché mi pare che la mancanza di punti di riferimento fissi crei veramente disagio a molti.
Il succo è: non posso ritenere che la mia idea sia necessariamente giusta, devo sempre prendere in considerazione il fatto che altri la pensino in modo diverso e che addirittura in altre situazioni possa essere definita falsa a maggioranza.
Magari l’espressione non è la migliore, ma mi rende bene l’idea.
Vorrei scrivervi dell’idea, non della crisi in sé.
Penso che ci si debba abituare al fatto che la nostra vita stia cambiando, che molte cose non siano come prima, che vi siano nuove necessità, vincoli diversi ed aggiuntivi rispetto ai soliti.
Ok, visto che qualche giorno fa ho scritto i lati positivi dell’infedeltà, mi sembra il caso ora di scrivere anche quelli negativi, tanto perché non vi venga in mente che avessi intenzione di convincervi a tradire.
… e dato che nell’altro articolo iniziavo dicendo che la parola tradire non mi sembrava adatta ed impiegavo, invece, uscire, qui per la felicità dei “negativisti” userò proprio il termine tradire.
Dunque, ecco gli aspetti negativi, secondo me, del tradimento.
Faccio una premessa, il tema è scherzoso, ma l’argomentazione no. Per una volta, vediamo gli aspetti positivi di un fenomeno ovviamente visto come negativo. Non voglio difendere chi tradisce, ma solo vederne alcuni lati positivi. Che poi siano bilanciati o no da quelli negativi, è questione personale da risolvere.
Iniziamo col dire che i termini “tradimento” e “infedeltà” non mi piacciono particolarmente. Possiamo parlare di …. “Relazione extra” vi piace? Preferite “Uscita“? Ecco, io userò quest’ultimo.
Dunque, vediamo quali sono i vantaggi dell’Uscita.
Lo scrivevo poco fa su Twitter, ho deciso di riprendere il pensiero qui ed estenderlo per spiegarlo meglio.
“A volte 6 così affannato a cercare il mondo, da nn accorgerti ke il mondo sta cercando te
#ilvangelodifradefra” Cit. Fradefra su Twitter.
Ci pensate alla fretta che abbiamo, alla sposmodica ricerca di cose, azioni, successi, soldi, donne, relazioni, da non renderci conto che a volte proprio per colpa di questa ricerca stressante, non abbiamo tempo per accorgerci che tutto o parte di ciò sta cercando noi.
Ho sempre creduto che circondarsi di persone positive sia importantissimo, positive, oneste, buone, intelligenti e ben disposte verso la vita ed il mondo.
In generale credo che la ricerca del meglio al fine dell’avere attorno a sé ciò che può alzare il nostro essere, invece che abbassarlo, sia indispensabile per la crescita.