C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Che faccio quando mi sento svuotato…

16 Gennaio 2022 alle 12:37

Eccomi al Rifugio del Doge, qui a Montagnana, a scrivere questo articolo che state leggendo.

Non che mi succeda spesso, ma ogni tanto capita anche a me di sentirmi svuotato, ma inizialmente non avevo capito un aspetto fondamentale.

Sino a qualche anno fa quando mi sentivo in questa condizione, mi cercavo delle cose da fare che mi facessero sentire un po’ più vivo, che mi dessero energia, ecc.

Un giorno ebbi un’illuminazione: quando mi sento svuotato, in realtà è esattamente l’inverso, troppe cose mi frullano per la mente, troppi pensieri, troppi dubbi, troppe attività a cui pensare, troppe cose da gestire.

Quel giorno ho preso una decisione. Uso volutamente il passato prossimo perché l’azione non s’è affatto conclusa, anzi, oltre ad essere in corso si sta amplificando sempre di più la portata.

Ho deciso di fermarmi, di fare il vuoto, di farlo sul serio. Pare strano, vero? Ti senti svuotato e curi la cosa svuotandoti ulteriormente!

In pratica sospendo ogni attività mentale, riduco al minimo i pensieri e le interazioni, sposto a qualche giorno dopo ogni decisione da prendere. Metto in stop tutto ciò che non è vitale (quasi tutto, quindi).

Nei primi tempi mi chiedevo quali potevano essere le ripercussioni operative e professionali di ciò, ma mi accorsi subito che in realtà tutto nella vita può essere sospeso due giorni e addirittura la maggior parte di ciò che poi farai avrà un nuovo impulso che ti farà recuperare il tempo perso ed addirittura averne molti vantaggi.

Già che ci sono, solitamente passo anche a tagliare qualche ramo secco. Nella vita a volte facciamo cose che in fondo portiamo avanti più per abitudine che altro. Magari erano cose che avevano un senso nel momento in cui si erano decise, ma che lo hanno perso trascorrendo i mesi, solo che noi non ne riconsideriamo più la necessità.

Ecco, sto facendo tutto ciò anche in questi giorni. Ho sentito forte questa sensazione di “vuoto”, ho fatto analisi e come al solito è emerso che in realtà “sono troppo”. Quindi mi sono fermato e sono fermo anche ora, mentre vi scrivo questo articolo per il mio blog, in un bar con un tè davanti a me, al Rifugio del Doge, proprio vicinissimo a casa mia.

Ancora qualche minuto per chiudere questo post, ve lo pubblico e poi sapete che farò? Nulla, proprio nulla. Me ne starò qui ancora una mezz’oretta a sentire il chiacchiericcio della famiglia che ho dietro le spalle, guarderò passare le persone davanti alla vetrina che ho di fronte, spegnerò la mente e mi godrò la vita.

TAG: Francesco

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