C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

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Mi sveglio dolcemente, tutto è buio, la tua mano è sul mio membro, mi massaggi leggermente con le dita, ma forse dormi e ti stai solo muovendo preda di qualche sogno. No, non dormi, ora sento che la tua mano è più precisa, ha la sua volontà, l’altra mi accarezza l’addome. Mi sveglio sempre di […]

Con la testa china sullo scrittoio, nella stanza preferita dei suoi appartamenti, la bimba era assorta nei pensieri. Il suo corpo era lì, ma nella sua mente resa grande sino a contenere tutto il mondo, lei stava passeggiando a piedi scalzi sull’erba di un ondulato prato inglese. Per nulla intimorita, guardava l’edificio gotico che si […]

Molti anni fa, due bambini trascorrevano la loro infanzia in un orfanotrofio, un vecchio edificio reso disponibile da un benefattore, che raccoglieva molti piccoli ospiti che non avevano una loro famiglia e dove la vita scorreva lentamente tra i giochi organizzati dai volontari del servizio e le lezioni impartite dai maestri privati che lavoravano per […]

Erano stati meravigliosamente bene assieme per anni e lui, anche se sapeva che era probabile che succedesse, si era illuso che forse non sarebbe mai accaduto. Invece un giorno, Frog, preso tutto il suo coraggio a due mani, glielo aveva detto: lui le aveva regalato gli anni più belli della sua vita, ma lei non […]

Si era ormai pentito da un pezzo della sua decisione e quella tonaca da prete non riusciva proprio più a sopportarla. Non si trattava solo dell’abito in sé, ovviamente, ma di tutto quello che la cosa implicava, compresa una certa difficoltà a parlare con gli altri. Anche se a lui pareva una cosa normale, per […]

Con un fastidioso fragore, assurdo nel totale silenzio che regnava, la porta si aprì, lasciando entrare la luce che squarciò l’oscurità che regnava nella grotta. Nell’angolo più lontano, raggomitolata su se stessa quasi a voler sparire, lei aprì faticosamente gli occhi, stupendosi per questo fatto straordinario. Non aveva mai smesso di soffrire, ma si era […]

“Cazzo, Franch! Perché deve sempre rompermi i coglioni?” – esclamò stizzita Frog. “Ok!” – rispose lui – “Chiamo John e la faccio sistemare.” “No, dai, lascia perdere.” – concluse Frog con un impercettibile sorriso. Lei ogni tanto si divertiva a saggiare quanto Franch Lanetta fosse disposto a fare per lei e si compiaceva del fatto […]

Nella stanza non si vedono mobili. La finestra è aperta, una velatissima tendina fluttua su un lato, come mossa dalla tenue luce che arriva dal cielo stellato che si intravvede. Tutto è soffuso, i contrasti sono dolci, ovunque c’è solo bianco, nero o grigio. La luce notturna proviene da una luna nascosta, non la vedo, […]

Mi piace leccargli piano il glande. Mi fermo un secondo, lo guardo, anche lui mi sta guardando. Con le labbra lo avvolgo un istante, continuo con la lingua. Continuo a guardarlo, voglio vedere le sue reazioni. Lecco tutto il perimetro del glande, mi soffermo con la punta sull’attaccatura del frenulo. Mi fermo ancora, lui mi […]

La sveglia suonò alle cinque del mattino. Fuori era ancora buio. Franch appena sveglio si alzò ed uscì dal letto. Dal piumino spuntavano la testa ed un braccio di Frog, protesa verso il punto dove sino a qualche secondo prima c’era lui. Il suo viso era disteso in un sonno tranquillo ed il suo corpo, […]

Magrissimo, piedi scalzi, senza l’asta che normalmente serve come bilanciere, è sul filo e muove un passo dietro l’altro. La sua mente è tesa nello sforzo della concentrazione. Ogni muscolo del corpo è sotto controllo e gli occhi vigili osservano il cavo e tutto ciò che è attorno.

Sono sempre stato appassionato di gemelli, che uso da sempre per i polsini delle mie camice. Qualche anno fa persi i miei preferiti. Non ci fu modo di trovarli, anche se misi la casa sottosopra. Ok, per fortuna ne avevo altri, ma a quelli ero molto legato. Per varie motivazioni, erano gli oggetti personali ai […]

Ci sono da sempre, non ricordo, ma credo che la mia tomba sia stata tra le prime di questo cimitero. Come sono morto? Beh, in realtà non sono mai morto. No, non sono stato seppellito vivo. Come al solito, la risposta giusta è quella più semplice. Non sono mai morto, perché non sono mai nato. […]

Qui giacciono tanti racconti, foto, immagini, ricordi di viaggi, cibi assaggiati, strette di mano, souvenir, grandi imprese, soldi, ma… … nient’altro, non c’è nessun uomo. Avrei voluto vedere, non solo guardare. Avrei voluto capire, non solo conoscere. Avrei voluto amare, non solo comprendere. Avrei voluto volare, non solo vivere. Avrei voluto desiderare, non solo avere. […]

Di me nn ricordo molto, così come della vita che ho lasciato. So che ho vissuto, naturalmente, infatti ci sono. Qui nella morte ho trovato la mia giustificazione e sono felice così. Non so bene cosa mi succederà in futuro, forse una nuova mi attende, sopporterò con pazienza aspettando speranzoso la mia successiva morte.

Negli anni, più volte ho letto l’Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters. Scritta benissimo, si tratta di una raccolta di poesie e pensieri che disegna il quadro di una società vista nei suoi lati amari, ipocriti e conformisti. Mi ha sempre attratto, esercitando un notevole fascino ed in passato spesso l’ho citata.

… … – Frà, posso dirti una cosa? – Certo, sai che puoi dirmi quello che vuoi. – SCOPAMI! – SIIIIIIII! Cazzo, ma me lo dici così? Che dovrei fare? Venir li?

Frog decise che era arrivato il momento che Franch avesse un cappello nuovo. Non poteva consentire che se ne andasse ancora in giro con la coppola che aveva ricevuto da scugnizzo alla sua festa di ingresso nella Famiglia. “Mizzica” – disse Franch – “hai raggione! Me lo regali tu?” Frog rise tra sé. Gli era […]

In un’era molto lontana nel nostro passato, nel cielo c’era una stellina appena appena visibile. La stellina era molto triste perché nessuno la notava e gli astronomi del tempo non gli avevano neppure dato un nome. Non avrebbe voluto essere importante come la Stella Polare. Le sarebbe bastato che ogni tanto qualcuno l’avesse guardata.

Lei gli aveva detto “vieni, è divertentissimo. Sono veramente due matti!” e lui, che mai aveva provato a fare il guardone, quasi s’incuriosì. La seguì nel retro scala sino a quell’anfratto nel muro dal quale si poteva scorgere, attraverso una fenditura nascosta, l’interno dell’appartamento di fianco.

In un quartiere brutto e malfamato, molte decine di anni fa, un uomo tutto vestito di nero si aggirava per le vie. “Fai la brava, altrimenti passa l’uomo nero e ti porta via” – diceva una mamma alla figlia che ogni tanto combinava qualche pasticcio. L’uomo nero era sempre silenzioso, non rideva mai e rispondeva […]

Passeggiava per le vie della città senza che nessun cono scuro si proiettasse sul marciapiede. Qualche tempo prima s’era dovuto privare della sua ombra perché non restasse traccia del suo passaggio. Gli specchi non riflettevano la sua immagine e la luce delle lampadine non s’oscurava se lui era davanti. Era vivo e presente, ma non […]

Il nomignolo gli era stato affibbiato da una sua amica, una strana sgrinfia alla quale lui consentiva tutto. Nessun altro s’osava chiamarlo così, ben sapendo che la sua mitraglietta sarebbe entrata immediatamente in azione. Il tutto era successo un giorno che nel loro puzzolente sottoscala lui, forte del suo Io, le aveva chiesto cosa non […]

Si svegliò di soprassalto con una sensazione di disturbo che faticava a mettere a fuoco. La sveglia sul comodino segnava le 5:02. Un fastidioso squillo tentava di farsi strada nella sua coscienza: era il telefono suonava, con il numero di Smilla sul display. Si stropicciò gli occhi cercando di togliere la nebbia residua del sonno […]

Dalla mia finestra le vedevo avanzare lungo la strada verso la caserma militare, malvestite e sporche tanto che molte di loro non sembravano neanche donne. Le sentivo gridare come ossesse invocando il ritorno dei loro mariti dal fronte occidentale, in un miscuglio di fragore, urla e facce stravolte, dalle quali, stranamente, si coglieva qualcosa di […]

Era piegata sulla ginocchia, le gambe leggermente allargate, i seni contro il materasso, il viso sul cuscino, mentre lui da dietro, divaricandole leggermente i glutei, col glande premeva per passare tra le piccole labbra. Le piaceva molto e per sentirlo meglio contraeva i muscoli della vagina per opporre una resistenza che aumentava la sensazione di […]

Si guardò attorno un istante, poi girò la chiave ed entrò spingendo la porta con un piede. Le mani erano troppo occupate tra sacchetti della spesa, il notebook, un piccolo ombrello e l’immancabile borsetta. Mise tutto sul tavolo, tolse le scarpe ed a piedi scalzi andò in bagno. Dato che il pavimento era freddo, istintivamente […]

L’aria è torrida e appiccicosa. Una corrente calda mi passa sulla pelle ricordandomi che i Tropici sono famosi per questa sensazione di Forza. Dopo anni che ci vivi, ti abitui all’abito di lino coloniale sempre attaccato addosso e la camicia che sembra una gabbia. Ti abitui e poi ti piace. È strano come l’aver vissuto […]

Ciao Forty, da qualche giorno volevo scriverti questa lettera, ma, sai com’è la mia vita, non riuscivo a trovare la calma necessaria a rispondere alla tua domanda sul perchè ultimamente io non abbia voglia di uscire con te. Forse la cosa migliore sarebbe stata parlarne a voce con te, ma avremmo finito per litigare ed […]