C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Scusa, ma non ho più voglia di chiedere l’elemosina.

14 ottobre 2017 alle 15:13

Ciò che scrivo l’ho detto a voce alle persone interessate, qui lo ripeto come mia sorta di sfogo. Un modo per trasmutare. Chissà che non stimoli qualcosa anche in voi.

Premetto che non vuol essere una lezione, sto solo testimoniando il mio modo di essere, quindi leggete e se vi risuona, il vostro intuito vi dirà che fare, altrimenti, passate oltre 🙂

Stavolta lascio perdere i piani animici, la spiritualità e la new age e resto invece su un livello decisamente terreno. Psicologico sì, ma di questa terra 🙂

A me piacciono certe cose, mi va di dirle. A chi amo chiedo, non è detto che chi amo mi ami, ma se mi ama, tocca che si tenga di me tutto il pacchetto :p :p

Io sono un essere spirituale in un corpo materiale, con desideri e necessità, con molto da dare e qualcosa da volere (o l’inverso, è uguale). Sono in continua mutazione, sono fluido, anzi, gassoso. Non sono separabile nei miei componenti di base, sono da prendersi al completo o rinunciare.

Ovvio, si può decidere di tenermi solo per alcuni aspetti, non so, magari interessano alcune mie risposte a certe domande, si può fare, ma a quel punto non c’è relazione 🙂

Basta saperlo e dirselo.

Se però si ritiene che io dia qualcosa che si vuol avere, se per qualche motivo si sta bene con me, se alcune cose di me piacciono molto, allora forse è giusto che si prenda in considerazione cosa vorrei io 🙂

Sono riuscito a definire il contesto? Parlo delle relazioni che ho, intime, affettive, sessuali o magari solo di chat, ma intense e con scambio emotivo e sentimentale. Non parlo di relazioni con “conoscenti” la cui chattata non va oltre qualche domanda e qualche risposta.

Cominciamo? Da dove? Tanto è tutto ugualmente importante 🙂

Parliamo di sesso 🙂

Con alcune persone faccio sesso. Mi piace far sesso con chi amo (a volte anche con persone con cui ho solo comunione mentale). Mi piace dare piacere e mi piace riceverlo. Mi piace desiderare e mi piace essere desiderato.

Non mi piace, invece, chiedere l’elemosina. Se tu (sì, dico tu) dici di amarmi, se dici di volermi, se dici che ti piace far sesso con me, fa che non sia sempre io a doverti cercare. Mi sta bene che tre volte ti cerchi io ed una volta tu, non pretendo la parità, ma non posso accettare che sia sempre io a doverti cercare (ovviamente nel caso in cui tu continui a ripetermi di volerlo fare, che se dicessi che non vuoi, smetterei di cercarti e amen).

Arriverà un giorno in cui smetterò di cercarti, magari ti andrà bene, non so, ma poi non ti chiedere come mai!

E l’intimo? Sai che mi piace di un certo tipo. Non conta quanto costa, non venirmi a dire che non si trova, ogni negozio di intimo ti può far arrivare quello che vuoi. Non ti piace indossarlo? Non ti chiedo mica di fare sempre la modella per me, sai che non è così, ma una volta ogni tanto ti costa troppo? In fondo, basterebbe che tu mi chiedessi qualcosa in cambio, sai bene che ti darei enormemente di più di quanto io chieda a te.

Peggio ancora, non mi dire che non ti accorgi di ciò che indosso io e di come sono, non dirmi che pensi solo alla mia essenza. Così mi fai solo sentire uno stallone da monta. Io mi depilo per te e tu neppure te ne accorgi? Meglio sarebbe, quasi, che tu mi dicessi che non ti piace! Quando facciamo sesso, chiamalo far l’amore, come vuoi tu, vorrei che tu lo facessi con me, non con la mia entità spirituale, quella sta bene nella Luce, non ha bisogno di far sesso :p

Passiamo alle telefonate?

Ci piace sentirci al telefono, tu stessa me lo dici, anzi, mi fai notare quando non ti chiamo… però a questo punto qualche volta chiamami anche tu. Il piacere di essere desiderato da te non è limitato al sesso, c’è anche sugli altri piani. Magari, io e te ci telefoniamo e basta, perché la relazione è di questo tipo, perché abitiamo lontani, beh, il concetto non cambia, anzi. Dici di volermi chiamare, ma non trovi mai un minuto. Mi dici che devi far la spesa, ok, capisco, ma non puoi fermarti per strada cinque minuti, chiamarmi, poi continuare con la spesa? Vuoi dirmi che crolla il mondo?

Hai deciso di fare una passeggiata di due ore, non puoi chiamarmi perché hai problemi col passo, ok, ma cosa cambia se ti fermi cinque minuti, mi chiami e poi riparti? Cambia tanto se invece di fare 120 minuti di passeggiata ne fai solo 115?

Possibile che dalle 7 di mattina alle 22 di sera non trovi 5 minuti per chiamarmi? Dai, non scherza, io per chiamare te mi sveglierei alle 6.55 per anticipare qualche tempo o andrei a letto alle 22:05, piuttosto, ma se voglio, 5 minuti li trovo.

No, dai, mi spiace, ma mi nasce la credenza che io per te non valga 5 minuti di stop ai tuoi movimenti.

E che dire dei messaggi?

Ok, io ti scrivo, tu mi rispondi. Ma una volta mi scrivi tu, possibilmente senza aver bisogno di qualcosa, anche solo per dirmi “Frà ti vorrei qui con me”? Guarda, non chiedo la parità dei diritti, ti amo, mi andrebbe anche bene che mi scrivessi tu una volta su tre 🙂

Peggio, poi c’è anche tra voi chi proprio non mi risponde.

Scusa, nessuno ti obbliga a rispondermi, ma ovviamente così presto o tardi mi parrà di fare lo stalker, penserò che non ti interessa interagire con me, smetterò di scriverti e buonanotte 🙂

Poi non venirmi a chiedere come mai non ti scrivo più, non dirmi che ti pare che io mi stia allontanando, ecc.

… e naturalmente, considera che di tante cose è quasi impossibile ragionare scrivendosi. Ogni tanto prendi in considerazione che certi discorsi dobbiamo per forza spostarli alla telefonata. Se ti va bene di scrivermi e basta, vuol dire che in fondo di me vuoi solo la parte più irrisoria, le briciole. Sicura di questo?

Incontrarsi poi…

Ok, ti interesso tanto, ti immagini i momenti con me, hai un sacco di cose che vorresti dirmi, ma non c’è mai verso di vedersi. Ogni volta c’è qualche motivo che lo impedisce.

Peggio, qualche volta il motivo è che devi andare in palestra o che devi fare le pulizie o che vuoi leggere. Peccato che io per vedere te, invece, mi farei cento chilometri 🙂

Tutto giusto, eh? Tuoi diritti, ma allora che mi dici a fare che vorresti vedermi? Ma quando potrai mai vedermi, in questo modo? Ci saranno sempre la palestra, le pulizie, i libri da leggere, la stanchezza, ecc. Allora, tanto vale essere onesti e dirsi che non abbiamo poi tutto questo interesse a vederci.

Conclusione 🙂

Allora ragazze, diciamoci le cose come stanno, sinceramente, tanto non mi butto dal balcone. Mi amate nella misura in cui sia facile, non ci sia bisogno di investire un pochino (dico pochino) di tempo, non ci sia nessuno sforzo da fare, che tutto sia facile, che io sia sempre qui a disposizione, che vi prendiate di me ciò che vi piace tralasciando tutto il resto.

Va bene, si può anche fare così, ma a questo punto perdonatemi se io vi tratto da normali conoscenti, quelli che quando vogliono, se vogliono, mi chiamano ed io se ho tempo e voglia rispondo, altrimenti no.

Il rapporto con me potete condurlo come volete, potete chiedermi quello che volete, potete trattare su tutto ed ottenere  moltissimo, ma ovviamente se decidete di non darmi nulla di quello che chiedo, ok, ci sta, ma così mi state tagliando fuori dal vostro mondo.

Sono uno che chiede molto? Può essere, sta a voi valutare se ciò che vi chiedo è tanto o poco in relazione a ciò che vi do e che potrei darvi se voi me lo chiedeste 🙂

TAG: Francesco

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