C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Essere poliamoros*, non sono tutte rose e fiori

16 agosto 2017 alle 13:44

“Solo!

Ci sono momenti in cui la tristezza ti assale, ti guardi attorno e ti pare di essere nessuno su un pianeta straniero, la notte è buia ed il silenzio non ha nulla da raccontarti.

Nel tuo cuore tanto amore resta chiuso, nella tua mente desideri irrisolti si contorcono nella disperazione dell’abbandono.

Dio, perché sei morto?”

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Ieri ho scritto questi miei pensieri su Facebook ed oggi qui sul blog voglio descrivere lo stato che le ha originate.

Spesso mi è stato detto che essere poliamoros* sia un modo comodo per fare ciò che voglio in termini di relazioni intime ed affettive. Ok. Io sono poliamoroso naturale ed ora vorrei scrivervi, invece, alcuni disagi che provo in certe situazioni.

Prima cosa, essere poliamoros* vuol dire che si può potenzialmente amare più persone, ma significa anche e soprattutto che si accetta che un* dei/lle propri* partner possa a sua volta amare altr*. Già questa cosa per molti sarebbe un forte ostacolo, per me è “condicio sine qua non”, in modo trasparente lo dico ancora prima di iniziare a frequentare qualcun*.

Capita che io e mia moglie si abbia altre relazioni, ma ovviamente capita anche che io non ne abbia mentre lei le ha o viceversa.

Vivere l’NRE (Energia da nuova relazione) di un* propri* partner non è affatto facile, credetemi. Il/la vostr* partner è infatuat* (se volete, chiamatelo innamoramento) di un’altra persona, per un po’ di settimane praticamente l* vedete pensare a quella, scambiarsi messaggi, fremere, provare desiderio, a volte pensarci mentre parla con voi.

Cosa si prova? Molte sensazioni, nel mio caso non c’è gelosia, ma ovviamente resta poco facile lo stesso.

Io vivo da più di dodici anni con Mariangela, è ovvio che ci sia una certa quotidianità, che se presenta degli aspetti piacevoli, toglie però un po’ di magia, di favola. A me questa magia piace e gliela vedo negli occhi e nell’atteggiamento, ma per l’altra persona, non per me. Ovviamente razionalmente comprendo che sia normale, ma desiderandola in fondo anch’io, ne patisco la mancanza. Ho molto molto molto altro, ma se una cosa mi piace, a poco servono le spiegazioni razionali che io stesso mi do, la mancanza la sento lo stesso. Sono uno che non si accontenta? Forse, non c’è giudizio, ma così è ed è importante che io conosca me stesso e che ogni poliamoros* conosca sé stess*.

Vogliamo parlare di sesso? Ovviamente come tante coppie, passato il primo momento di passione, si arriva a rapporti che sono belli, molto belli nel mio caso, possono esserci anche tante novità e sperimentazione, ma non può esserci la novità della persona, per il banale fatto che stiamo assieme da anni e ci conosciamo tanto (con tutti gli aspetti positivi della cosa) da non essere più nuovi tra noi. Quindi la novità di una persona esterna gliela leggo negli occhi e dato che io vorrei che la sentisse anche per me, ovviamente mi viene a mancare. Anche qui, tutto regolare, tutto lecito, tutto motivato, ma per quanto razionalmente io mi spieghi ogni cosa, dato che la magia mi piace e la vorrei, mi manca. Quando ami profondamente una persona fai fatica ad accontentarti del tanto che hai, vorresti il tutto del tutto 🙂

Essendo poliamoros*, ovviamente in qualche modo dobbiamo gestirci il tempo. Se hai un certo numero di ore a disposizione per il tuo tempo con una persona che ami, se ne ami due, in qualche modo ti devi organizzare. Chi ama due persone ha il disagio di doversi inventare il tempo, le due persone hanno il disagio di vedere sempre in qualche modo che un po’ di tempo gli viene sottratto (o quanto meno lo percepisce così).

Io che vorrei passare quote altissime del mio tempo con Mariangela, ne vorrei anche di più, non certo di meno, nel momento in cui lei si innamora anche di un’altra persona, per forza di cose sento la mancanza di tempo per me. Magari me ne resta una montagna, ma io vedo più facilmente ciò che non ho, che ciò che ho. … e parlo di me, che pur sono un positivo notevole, altr* sarebbero in piena asfissia pronti a suicidarsi e non accetterebbero mai la cosa.

Mia moglie non sta sempre benissimo di salute ed ovviamente, come tutti i mariti, oltre ai suoi momenti di grande buon umore, di splendida forma, di ottimismo, io vivo anche le situazioni in cui è un po’ dimessa, dolorante, di malumore. Ok, tutto normale. Però, vederla diventare raggiante perché uscirà per incontrare qualcun*, stare fuori e ritornare al suo stato “meno raggiante” poche ore dopo il rientro, mi lascia un forte senso di mancanza, lo supero, ma vi garantisco che superarlo non è affatto una passeggiata. Potreste trovarvi a vedere la persona che amate emergere dai malesseri quando esce e rientrarvi al ritorno. Vi viene subito in mente che le persone di cui è infatuata si godono la parte migliore e a voi resta il suo malessere. Ovvio, per fortuna i malesseri durano poco, ma quel poco che durano, le eventuali “uscite” in mezzo mettono in luce ulteriore vostra mancanza. Si trasmuta, per carità, ma non date per scontato che sia facile. Nel mio caso il fenomeno non è così accentuato come lo descrivo, Mariangela è brava nell’usare la sua energia anche con me, ma il fenomeno in piccola parte incide sui disagi generali.

In questo momento, non avendo una mia seconda relazione, quando Mariangela esce io leggo un libro, chatto con persone, cazzeggio su Facebook, faccio meditazione, ascolto musica, sistemo qualcosa in casa, curo me stesso, vedo film che amo e a lei non piacciono, insomma, non crediate che stia lì solo ad aspettare che lei torni. Ma ovviamente questo è molto molto diverso che essere a bere un bicchiere di vino rosso con una persona che amo (lei o un’altra), chiacchierando intimamente e scambiandoci baci. Sarei ipocrita se lo scrivessi.

Qualcuno di voi si potrà chiedere “ma allora perché vivi da poliamoroso?”

In realtà la mia non è una scelta, io poliamoroso lo sono, non è un atteggiamento. Ne sono estremamente contento, soddisfa in pieno la mia natura e se dovessi parlarvi delle sensazioni e delle emozioni positive, ne avrei a tonnellate, potrei riempire pagine del mio diario. Il fatto che su questo post io vi scriva dei miei disagi è solo perché vi sia anche una testimonianza che parla delle difficoltà, oltre alle tante testimonianze di quanto sia bello. Io sono decisamente a favore del poliamore e so di stare benissimo in generale, meglio anche di quasi tutti i poliamorosi che conosco, ma va smitizzata la credenza che siano tutte rose e fiori, qualche spina c’è.

Tenete conto, come ho premesso, che sto parlando nella situazione di non avere un secondo amore, mentre Mariangela lo ha, ovviamente capita che possa essere l’inverso, io avrò altri disagi e lei avrà questi che io oggi descrivo per me. Il poliamore è anche questo, rendersi conto che serve una vita equilibrata perché i ruoli vanno e vengono 🙂

Serve tanta compassione e tanto amore, serve un allineamento continuo, un continuo darsi feedback, un continuo sentire lo stato dell’altr*.

Ci si riesce? Certo che ci si riesce, io e Mariangela ci riusciamo benissimo e siamo felicissimi 🙂

TAG: poliamore

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