C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Come conobbi Mariangela e perché vivo in Veneto

28 dicembre 2016 alle 12:17

Nel 2001 ero il consulente marketing di una municipalizzata di Muggiò, un paesino dell’hinterland milanese. L’azienda mi mandò in un oscuro buco veneto (io lo chiamai così, all’epoca, prima di vederlo) dove risiedeva la società che sviluppava il nuovo sito, per dar le indicazioni del caso. Lonigo.

Arrivai a Lonigo alle 6 di mattina per studiare, invece mi misi a passeggiare. In pochi secondi mi innamorai della città. Poi conobbi il titolare della piccola software house, facemmo la nostra riunione passeggiando, tornai indietro, ci scambiamo varie volte specifiche ed altro. Stimo e ogni tanto bevo un caffè ancora oggi con Marcello (questo è il suo nome).

Due anni dopo io ero Responsabile Commerciale Italia di una società di web marketing, con l’incarico di costituire la rete di vendita. Mi ricordai di quella piccola software house leonicena, sentii Marcello che si dimostrò interessato e così nel 2003 tornai a Lonigo per fare la formazione commerciale sui servizi di web marketing al personale. In quell’occasione scoprii che la venditrice era Mariangela 🙂

Lei entrò nel nostro staff come commerciale. In pratica, in un certo senso, io ero il suo capo. In un certo senso. In quel periodo, in fase non sospetta, ebbi modo di conoscerla come persona e stimarla per questo. Per inciso, mi piaceva già, anche fisicamente.

Dopo un po’ entrambi andammo via, io cambiai azienda, lei si iscrisse all’Università di Trento e si trasferì in quella città. Continuammo a sentirci via email e chat, ci raccontavamo le reciproche storie, delusioni, nuove conoscenze, ecc.

Due anni dopo, siamo arrivati al 2005, finita la storia importante che io avevo, lei era libera, decidemmo di vederci dopo tanto tempo. Ci incontrammo a Montebello, lei mi portò a vedere parecchi paesi, ma la cosa importante è che dopo mezz’ora ci stavamo già baciando e la sera stessa lei aveva le chiavi di casa mia a Milano (in realtà Gessate, poco fuori).

Anche qui, c’è un aneddoto da raccontare. Dato che entrambi consideravamo importante l’attrazione sessuale come aspetto del rapporto di coppia, decidemmo di toglierci subito la curiosità. A sera tornammo da Montebello a Milano, facemmo sesso e io di notte la riportai in Veneto, per tornare ovviamente nuovamente a Milano. Insomma, una giornata con una paccata di chilometri e due lenzuola stirate poco prima di combinare, cosa più da film che da realtà, invece successa sul serio (io ci tenevo ad avere le lenzuola rosse, che erano da stirare)! 😛

Folle? Sì, forse, ma io non mi sono mai pentito di quella follia, di quei chilometri e di quella giornata. Ancora oggi amo da morire Mariangela, ricambiato, e so che staremo sempre assieme sino alla sua morte. Sì, perché io le auguro di morire prima di me, non dopo 🙂

Dopo un breve periodo in cui io andavo spessissimo a Trento da lei, vivemmo qualche tempo a casa mia, prima Gessate e poi Cambiago, poi nel 2007 decidemmo di andar via e dato che mi piaceva da morire Lonigo e lei aveva i genitori che vivevano ad Orgiano, ci parse naturale trasferirvicisi anche noi. Molti mi contestarono questa scelta ed alcuni lo fanno ancora, perché io sono un metropolitano naturale, vero, incallito, e pare strano che io possa vivere in un paesino di 3500 persone. Invece io ci sto bene, perché, volete sapere la verità? per me conta di più stare con Mariangela, che il posto in cui stiamo. … e comunque siamo sempre in movimento, quindi in qualche modo le metropoli non mi mancano.

Come mai ho deciso di scrivervi tutto ciò? Semplice, perché spesso mi chiedono come mai un milanese sia finito ad Orgiano e come ci siamo conosciuti io e Mariangela. Ora posso semplicemente passare il link a questo racconto, invece che dover riscrivere tutto ogni volta 😛 😛 😛

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