C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Come cerco lavoro? Meditando e disegnando :)

07 novembre 2014 alle 14:21

Il Personal Chef Francesco de Francesco all'opera in una cucina, dettagli dei suoi strumenti ed attrezzature.Legge dell’Attrazione, cucina, lavoro, meditazione e Pensiero Positivo, oggi metto tutto assieme grazie al disegno che vedete in foto e vi spiego perché 🙂

Sono uno chef, questo lo sapete, cucino per professione, sia nei ristoranti sia presso privati, che mi chiamano a volte per un’occasione particolare, a volte per periodi più lunghi come collaboratore fisso (il Personal Chef).

In questo periodo, mi sono appena trasferito ad Amsterdam, in Olanda (o meglio, nei Paesi Bassi), quindi sono alla ricerca di un lavoro. Come tanti 🙂

Faccio quello che ho sempre consigliato ai miei allievi aspiranti cuochi. Giro per i ristoranti che mi piacciono e lascio un CV, metto locandine in giro per la mia attività come Personal Chef, mi promuovo online, ho i miei siti e le mie fanpage ed altre pagine sui social.

Ma tutto questo è standard, non mi dilungo ulteriormente, vediamo invece ciò che esce dai soliti percorsi consigliati dalle agenzie 🙂 🙂

Intanto, Pensiero Positivo a palla. Tutto è positivo, anche quando un ristorante mi dice di no. Non ci credete? Vi pare impossibile? Invece è così e ve lo dimostro. La statistica dice che dobbiamo visitare 100 ristoranti per trovar lavoro. Se un ristorante che ho visitato mi dice no, non ho più aspettative e so che la statistica sta andando avanti. Io so che devo arrivare a 100, valgono anche quelli che dicono no. Se mi dicessero sì senza essere interessati, mi creerei delle aspettative non corrispondenti alla realtà, magari rilassandomi. Inoltre correrei il rischio di stare a perder tempo con chi comunque non mi assumerà. Meglio proseguire verso il raggiungimento dei 100 e quindi meglio un chiaro ed onesto no.

Va anche detto che spesso nei ristoranti mi fermo qualche istante a chiacchiere, se ho un appiglio. Quindi anche nei ristoranti che mi dicono no, magari ricevo informazioni che mi completano un quadro o possono rivelarsi utili per la ricerca.

Veniamo alla Legge dell’Attrazione. Se non la conoscete, afferma il principio per cui l’Universo ci dà ciò a cui pensiamo (molto maccheronicamente). Quando disegno, di fatto, sto pensando e sono focalizzato su ciò che voglio. Non mi preoccupo di disegnare bene, disegno e basta, ma questo mi consente di vibrare per quel che sono e trasferire all’Universo la vibrazione di me, di ciò che voglio, di ciò a cui penso. Il disegno è una focalizzazione di me stesso e dei miei pensieri. Agli effetti della Legge dell’Attrazione, sto cercando lavoro, in altri termini sto creando il mio futuro. Un giorno scrivo un testo sul mio mestiere di chef, come lo vorrei fare, perché lo voglio, perché penso di ottenerlo, altre volte disegno, fosse anche solo per annoiarmi a far sempre lo stesso esercizio, ma la produttività è la stessa.

Mentre disegno sono molto concentrato, la mia mente è libera da ciò che non è attinente a ciò che disegno. Io la chiamo meditazione operativa, molto simile a quella dei frati benedettini (Ora et Labora) ed ha tutti i vantaggi già conosciuti della meditazione. Si estende la percezione, si colgono messaggi dal proprio interiore e dall’esterno (Maestri e Universo), si focalizza. A volte mentre disegno la mia mano va da sola, quasi guidata da non so cosa. Segnali che mi arrivano. Sembra strano, ma, ancora una volta, disegnando sto cercando lavoro.

La foto che vedete è quella del disegno meditativo che ho fatto oggi. Ho disegnato una cucina che mi piace, potrebbe essere quella di un piccolo ristorante o quella di una cucina professionale progettata ad isole o quella di un privato che mi chiami a lavorare come Personal Chef. Non importa, lascio che sia l’Universo a mandarmi l’occasione giusta (poi a me sta sfruttarla). Ho fatto quattro schizzi: il primo a sinistra in alto è appena accennato, per prendere la mira; il secondo, in basso a sinistra mi vede come chef impiattare dei piatti e metterli sulla finestra di out, probabilmente un ristorante; la terza, in alto a destra, ho un’isola lavorazione più articolata, potrebbe essere la cucina semiprofessionale, a vista, di una casa privata o del front-end di un ristorante stile Manhattan; l’ultima, in basso a destra, è la classica linea di attrezzature tipiche della cucina professionale, forno a convenzione, abbattitore, macchina a campana per il sottovuoto ed ovviamente io.

So che questa visione sulla ricerca del lavoro come chef può sembrare strana, ma io il lavoro l’ho sempre trovato e spesso senza cercarlo fisicamente. Fidatevi, fate così anche voi (ed ovviamente fate anche il resto) 🙂

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