C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Nel 2003 mi capitò di chattare col mio web-amico Silente (in realtà era il suo pseudonimo, non ho mai conosciuto il suo vero nome) parlando del Motel Charlie, dove ogni tanto andavo con le amiche dell'epoca a godermi un giorno di vacanza.

Diavolo di un mago, Silente mi aveva stupito con questo suo racconto di qualche settimana dopo, che, appena ricevuto, non avevo potuto non pubblicare. Altro che vecchietto. Mi pareva perfettamente allineato coi nostri tempi e anche più sveglio di molti di noi...

Fradefra

Vasca con idromassaggio a Milano

14 ottobre 2014 alle 10:56

Un nuovo amico mi aveva parlato, qualche tempo fa, di questa nuova diavoleria del ventesimo secolo ed io, incuriosito, mi ero messo in mente di provare.

Con la solita fortuna, la mia principessa si era dichiarata entusiasta della proposta di provare assieme ed io mi ero messo alla ricerca. Qualche colpo di bacchetta magica e quella cosa che ancora non capisco del tutto, Internet, mi avevano fatto trovare alcuni libri elettronici (mi pare si chiamino così) che presentavano un albergatore che l’offriva in tutte le stanze del suo ricovero.

Ieri ci siamo andati, io e lei, ed oggi ho voglia di tornarci col pensiero, per raccontarvi tutto.

Siamo in acqua. Questa strana vasca ha un meccanismo che produce miriadi di bollicine, con correnti che ti sembrano tanti piccoli vortici sulla pelle. Ecco perché lo chiamano idromassaggio.

Ci stiamo guardando in viso. La vasca è abbastanza grande da contenerci entrambi. Siamo ai due lati e ci stiamo reciprocamente massaggiando i piedi. Tutt’attorno, la schiuma la fa da padrona.

Sui muri, degli specchi riflettono la nostra immagine, mentre una luce soffusa, con tratti bluastri, rende il tutto più magico.

Le sensazioni si alternano mentre esploriamo le possibilità concesse dalla vasca. Dal reciproco massaggio passiamo all’eterno scherzo del tirarsi la schiuma in viso e poi ad un lungo abbraccio cullato dall’acqua. Lei è sempre bellissima.

Mi piace baciarle i piedi, in particolare l’alluce. Mi da un forte senso di intimità. Lei intanto mi racconta, ride, si allunga per baciarmi, torna al suo posto.

Quanto tempo è passato? Nella stanza a fianco, la sabbia nella clessidra s’è fermata.

La pelle delle nostre dita è ormai così rattrappita da obbligarci ad uscire, ma io, senza farmi vedere, recito la vecchia formula che la fa tornare liscia, per poter star dentro ancora un po’. Non abbiamo voglia far cessare questo momento magico.

È veramente divertente. Non mi sarei aspettato che i pazzi scatenati che popolano questi secoli fossero capaci di inventare una cosa simile. Sono sempre così presi ed affaccendati che non si concepisce che possano pensare a qualcosa che ti consente un così ampio godimento fisico e mentale. Quanto di più vicino a quella vecchia vacanza che mi ero preso tornando al tempo delle romane terme. Molto divertente.

Principessa mi sta guardando e dice che sta benissimo. Il suo sguardo è carico di promesse…

Milano è fuori dalla stanza e a chi in passato mi diceva che è una brutta città, dove la gente non fa che correre, da domani racconterò di questo luogo che invece pare fatto solo per godersi lunghi momenti di emozione con la persona amata.

Silente

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