C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

La familiarità che diventa legame, può essere pericolosa

06 settembre 2014 alle 17:35

L’altro giorno riflettevo sul fatto che ci sono città dove mi sento a casa mia, come se ci avessi vissuto tanti anni anche se non è così. Ad esempio Manhattan, Lecce, Treviso e la stessa Amsterdam in cui mi trovo.

Penso che queste città mi siano familiari perché probabilmente ci ho vissuto in una vita passata o più di una 🙂

La prima tentazione sarebbe quella di trasferirmici e sono convinto che ci starei bene.

Ma…

Riflettevo che forse per la mia anima non è giusto che io mi trasferisca in una città dove sono già stato. O meglio, può non essere sbagliato, ma non è giusto in automatico.

Penso, infatti, che le anime abbiano bisogno di nuove esperienze, perché è tramite l’esperienza che imparano e si migliorano. Oltretutto è stata la mia anima a decidere di nascere in un certo contesto, non il fradefra dell’attuale incarnazione terrena. Certo la motivazione può essere data da molti fattori, magari per il fatto che i genitori che si è scelta stavano in un certo luogo o che aveva bisogno di un contesto giovanile che la città in questione non dava, non so.

Devo però considerare la possibilità che la nuova esperienza fosse anche legata alla città o nazione, quindi potrebbe essere giusto, per la nostra anima, stare in una città che non ci piace o che quanto meno non sia quella che ci piace di più 🙂

Questo ragionamento l’ho poi proiettato su molte altre cose. La familiarità con certe situazioni, se da una parte potrebbe aiutarci a vivere meglio, dall’altra potrebbe portarci a limitare inconsapevolmente le nostre esperienze. Se per assurdo continuassimo a nascere sempre nella stessa città o vi tornassimo a vivere in ogni vita, la nostra evoluzione non potrebbe essere completa 🙂

Vale in fondo per tutto. Per questo motivo, ad esempio, sono convinto che anche se le anime viaggiano in gruppo, cambiano le relazioni tra esse e non siamo sempre spostati con la stessa persona. In sostanza, non credo assolutamente che due anime gemelle vivano sempre assieme. Sarebbe fortemente limitante 🙂

Ok, ma torno alle città, dato che questo era l’argomento di partenza, assieme alla familiarità.

Devo ricordarmi di tenere presente questa cosa. Non devo sempre farmi vincere dalla tentazione di tornare sul familiare, perché questo mi limiterebbe. Nel mio caso è facile, perché la tendenza a cambiare in me è fortissima 🙂

TAG: anima

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