C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

19 aprile 2003, pubblico questo mini racconto che il mio amico Silente mi aveva inviato, come ogni tanto faceva assieme ad altri che scrivevano con me su AtolloWeb.

Oggi ripescando dal mio vecchio archivio lo leggo,trovo che sia sempre bello e qualcuno potrebbe ritrovarvicisi, quindi lo pubblico.

P.S. se volete leggere gli altri racconti di Silente, cercate il suo nome nel box di ricerca :)

Fradefra

Tornato da lei

21 agosto 2014 alle 11:08

Sento improvvisamente e forte il suo richiamo provenire da lontano. Da oltre le nebbie degli Universi Paralleli in cui mi trovo dalla mia morte terrestre, capisco che qualcosa nei secoli mi è mancato.

Il richiamo mi pare come una benedizione, la fresca promessa di un’oasi nel deserto, un potente magnete che mi attira.

Improvvisamente, senza sapere perché, o forse ben sapendolo, decido di tornare.

Mi ritrovo all’improvviso sulla Terra del ventunesimo secolo, in un locale semideserto di una piccola città.

Lei è con me. Come l’ho trovata? Non so. Trilioni di chilometri e milioni di anni sono passati in un istante ed io mi trovo affianco a lei che mi sorride come se mi conoscesse da sempre.

Qualcosa doveva essere successo anche al mio corpo perché non è come lo ricordo nella mia precedente vita terrestre. Più bello? Più brutto? Non so neanche questo. Lei, però, dice di volerlo.

Non ricordo più nulla dei secoli trascorsi tra gli Universi Paralleli. Tutta la mia mente pare concentrata sulla mia ritrovata Regina. Ritrovata? Trovata? Anche questo mi sfugge. Dopo migliaia di anni di studio e di domande, di tentate risposte, insegnamenti, fallimenti, vittorie e sconfitte, ho deciso che non voglio più. Non voglio più domandarmi nulla. Voglio solo stare e viaggiare con lei.

Dove andrò domani? Non so. Ovunque sarà, lei sarà con me, nella mia mente e nel mio cuore.

Silente

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