C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Questa volta il racconto di Silente che vi propongo è del marzo 2004, ormai + di 10 anni fa.

Il racconto ha 1 suo significato ke va oltre, in pratica 1a sorta di velato insegnamento. Ve lo propongo anke x questo.

Fradefra

Preparo il prossimo viaggio

05 agosto 2014 alle 10:02

Tra qualche settimana festeggerò con lei l’anniversario del mio ritorno dagli Universi Paralleli e l’incontro in quel locale dove la vidi per la prima volta.

Le cose da preparare mi paiono tante e potrei usare la mia bacchetta, ma così non mi divertirei! Preferisco fare alla maniera degli umani, senza alcuna magia.

Sin d’ora sento gli influssi positivi della cosa. Mi godo il momento e varie volte al giorno interrompo il mio lavoro al banco, sposto i becchi e le ampolle e resto qualche secondo perso nei miei pensieri ad immaginare il momento in cui, alle 8.40 in punto, sarà tra le mie braccia. Non che prima non la veda (ho sempre la mia palla di vetro…), ma incontrarsi per un festeggiamento è un po’ come partire per una vacanza. Ti senti addosso la stessa euforia e attesa.

Cosa preparo? Beh, tutto, a cominciare dai vestiti.
Che mi metterò quel giorno? Vorrei comprare un nuovo mantello, ma mi attira anche l’idea di vestirmi alla maniera del ventunesimo secolo. Qualcuno mi ha detto che se tagliassi la barba ed i lunghi capelli, starei bene in completo scuro. Tagliandoli, i capelli, non si vedrebbe che sono ormai tutti bianchi. Boh… magari lo faccio veramente.

Chi mi conosce da piccolo (più di mille anni fa…eh sì, sono proprio vecchio) sa che ho sempre avuto il pallino degli occhiali? Che faccio, li lascio o li tolgo? Nei secoli scorsi non avevo mai usato le lentine, ma nel futuro dal quale sono tornato, ho avuto modo di apprezzarle. Magari quel giorno le metto. Vediamo, un’altra cosa alla quale pensare. Quasi quasi la chiamo e glielo chiedo.

Bevo spesso il caffè al mattino con lei. E quel giorno? Colazione al bar, come piace a lei, o a casa in cucina? Magari potrebbe essere sul letto, intanto che ci raccontiamo cosa abbiamo fatto il giorno prima. Devo anche decidere cosa mangiare, naturalmente. Il porridge non si usa più (per fortuna !!). Brioche alla crema, focaccina o frutta? Il mio cappello suggerisce qualcosa di dolce.

Mi piace da impazzire cucinare per lei, magari apparecchiando la tavola in modo originale. A mezzogiorno, quindi, potrò sbizzarrirmi e qualche idea l’ho già. Per il menu… vediamo… dovrebbe trattarsi di qualcosa di stuzzichevole, ma veloce da preparare. Domani faccio un giro nella Biblioteca d’Alessandria e vedo di trovare qualche libro di cucina. Mi sembra di ricordare che nel quattordicesimo scaffale del settimo sotterraneo c’era qualcosa.
Per l’aperitivo, faccio precedere il solito e collaudato Aperol con Ginger o tentiamo qualcosa di nuovo?

Sembra quasi la lista della spesa, vero? … e nella mia agenda ho scritto parecchie altre cose da fare. Avvisare il Consiglio dei Maghi che quel giorno sarò assente, ordinare il laboratorio nel caso decidesse di passarci un momento, imparare un po’ meglio la pronuncia dell’italiano (visto che lei fatica a capire la mia lingua con troppe b, t ed n), trovare una cinepresa digitale.

Speriamo, tra l’altro, che quel giorno si possano spegnere quei malefici comunicatori istantanei che assillano questi anni. Cellulari? Li chiamano così, no? Io in questo momento ne ho attivi tre e due li ha lei. Se li vendessimo, potremmo vivere di rendita.

Una idea emersa stanotte è che potremmo andare fuori da questa città. Nei prossimi giorni ci pensiamo meglio. Non deve essere troppo distante (in questa epoca non posso andare in giro col tappeto magico e il teletrasporto non è ancora disponibile), possibilmente su un lago, meglio se romantico. Potrebbe trattarsi del Mar Morto, del Mar Rosso o della Maremma… Qualcosa m’inventerò.

Per il ritorno… beh, a quello preferisco non pensare finchè non arriva il momento!

E’ veramente bello preparare un incontro. Fatelo anche voi. Se avete un partner, concedetevi un viaggio di un giorno assieme a lui. La vita vi sembrerà più bella.

Silente

Lascia un commento