C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Decisione difficile? Sii consapevole della tua paura

15 aprile 2014 alle 09:08

Dobbiamo prendere 1a decisione e siamo incerti? In questi casi, sometimes, può essere utile considerare la nostra paura.

Se riusciamo ad aver consapevolezza della paura e delle emozioni ke ci scatena, possiamo usarla come guida nelle nostre decisione, oltre ke poterla meglio tenere sotto controllo e contrastarla.

La paura tende a muovere le nostre decisioni nella direzione ke la attenua. Se riusciamo a capirlo, possiamo analizzare le nostre emozioni x comprendere ke certe opzioni delle nostre decisioni sono motivabili solo in quanto attenuatrici della paura. Il ke nn è poco, xké quasi sempre poi la decisione giusta è l’altra 🙂

Mi spiego con 1 esempio. Devo decidere se cambiare o no lavoro. Nn mi è kiaro se ci sono i presupposti, se farò bene o male, se avrò successo, ecc. Se penso di licenziarmi, sento 1 forte fastidio allo stomaco, mi viene l’attacco di panico, mi sento in apnea, mentre il restare mi solleva. Ciò nnostante, la tentazione di licenziarmi è costante, il foglio Excel dice ke i dati positivi ci slno, continuo a rifletterci. Capire ke il fastidio allo stomaco è motivato dalla paura e ke se nn ci fosse questa l’opzione ci risulterebbe semplice, ci porterebbe al licenziamento immediato e quasi sicuramente scopriremmo in seguito ke la decisione era quella giusta. Il restare, in questa situazione, sarebbe solo 1 modo x evitare la paura ed in quanto tale decisione sbagliata.

La paura il + delle volte sta dalla parte della decisione giusta, infatti, xké proprio da quella parte stanno le difficoltà, l’ignoto, l’essere fuori campo, il doversi muovere spesso soli, ttte cose ke impauriscono.

In alc1e situazioni il fastidio allo stomaco può segnalarci, viceversa, la decisione sbagliata, ma ce ne accorgiamo xké si tratta di 1a sensazione diversa dalla paura, nn è accompagnato da apnea e accenni di panico.

Se rielaboriamo il nostro passato pensando alle tante decisioni prese e ne tracciamo 1 grafico, diventa semplice associare ogni azione intrapresa con le sensazioni ke avvertivamo. In retrospettiva, diventa + facile comprendere in quale direzione tendeva a portarci la paura e stabilire se poi si era rivelata corretta (con esame a lungo termine, nn sul breve).

Il ttto funziona, xò, se la nostra consapevolezza della paura è reale e se siamo ben capaci di distinguerla da altre emozioni.

La paura è come il dolore. Se li conosciamo, possono esserci utili 🙂

TAG: pensieri

2 Commenti

  1. sonia ha scritto il alle :

    Ciao, bel post.
    Io li chiamo “campanelli d’allarme”: ci sono paure che provocano emozioni e senzazioni particolari in quelle situazioni in cui occorre prendere delle decisioni.Sembra quasi che la paura ci voglia parlare. Un esempio:
    avevo un lavoro con contratto a termine (non era un lavoro idilliaco, ma la pagnotta a fine mese la si deve portare a casa)e mi e’stato proposto un contratto a tempo indeterminato vicino a casa. Fatte le mie considerazioni ho deciso di andare al colloquio. Terminato il colloquio ( a dir la verita’ ne ho fatti 2) a mio marito dissi: sara’ un contratto che forse mi sistema per tutta la vita, ma e’ la scelta piu’ sbagliata che stiamo facendo in questo momento. Un anno dopo abbiamo trovato un accordo con il titolare dopo 6 mesi di dissidi. Io potevo sbagliarmi a non accettare, ma questo mi ha permesso di razionalizzare i ” campanelli d’allarme”. 😉

  2. Francesco ha scritto il alle :

    Scusa se rispondo in ritardo, solo ora ho visto il messaggio.

    Già, Sonia, parlavo proprio di cose simili alla tua esxienza 🙂

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