C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Nn posso vedere in te ciò ke nn c’è in me :)

16 aprile 2014 alle 10:08

Qualke g fa ne ho accennato su fb, oggi vorrei precisare meglio questo mio pensiero, già espresso nel titolo.

X 1a volta, vorrei impostare ttto il ragionamento al negativo, xké credo ke proprio in questi contesti sia + difficile da accettare, ma + importante da comprendere.

Il mio pensiero è: se vediamo 1 difetto in 1a xsona, questo può avvenire solo xké dentro di noi quel difetto in qualke modo c’è, sempre e senza eccezioni. Ovviamente è possibile ke noi il difetto lo si abbia senza vederlo in altri, purtroppo, così come è possibile ke noi si creda di vedere in altri difetti ke noi abbiamo e loro no, ancora peggio.

Tradotto in forma estremamente sintetizzata: vediamo negli altri i nostri difetti.

Ovviamente in noi il difetto in questione lo possiamo averlo in forme diverse, sicuramente come conoscenza, ma con vari livelli di intensità, magari prossimi a zero.

Ad esempio potremmo avere avuto quel difetto ed averlo suxato, averlo riuscendo a tenerlo sotto controllo, averlo avuto nelle nostre vite passate o averne sofferto duramente le conseguenze in qualke situazione della nostra vita. In qualke modo, com1que, quel difetto deve essere parte della nostra vita, passata o presente.

Disilludiamoci sul fatto ke noi si possa conoscere il difetto solo x averlo visto in molti altri. Nn lo riconosceremmo se nn fosse in noi o vi fosse stato. Allo stesso modo, se siamo gravemente vittime di questo difetto altrui, sono altissime le probabilità ke si tratti di 1 riequilibrio karmico in quanto noi si sia oppressa in 1a vita passata la xsona ke oggi opprime noi.

Badate, io nn sto dicendo ke ttto ciò debba necessariamente essere negativo. Se ad esempio riconosciamo negli altri 1 difetto ke noi abbiamo avuto o ke abbiamo e teniamo sotto controllo, in fondo la situazione è corretta.

X finire, penso ke l’accettazione di questo concetto possa aiutarci molto nel nostro miglioramento, xké è molto + facile riconoscere i nostri difetti negli altri ke in noi stessi. Se notando 1 difetto negli altri rivolgiamo il pensiero a noi stessi, in modo autocritico e senza astio o paura, è altamente probabile ke la caratteristica negativa emerga.

D’altro canto 1 grande uomo disse è più facile vedere una pagliuzza nell’occhio di un altro che una trave nel proprio” e noi facemmo l’errore di intenderlo solo in termini religiosi quando l’affermazione è filosofica, applicabile a ttta la vita e del ttto laica, accettabile a prescindere dal nostro credo spirituale.

Buon lavoro, anke a me 🙂

TAG: pensieri

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