C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Una morte senza tristezza, una nascita senza festeggiamenti

30 agosto 2013 alle 08:37

Eccomi ad esaudire la richiesta che ieri Francesco mi ha fatto, così vi scrivo su questi due aspetti della mia esistenza, come anima.

Naturalmente capisco la vostra visione e di Francesco, come mia vita fisica, ma credo comprenderete il mio differente approccio.

Il mio contesto è diverso dal vostro, così come la mia esistenza. Io amo molto stare nella forma spirituale e la permanenza nella Luce mi riempie di benessere. Ho quello che mi serve e do quello che mi sento. Voi lo chiamate Amore.

Si tratta di una condizione di brillante gioia e completezza, in cui contemporaneamente sono, ho, desidero, condivido, do, ricevo. Cosa? Tutto e nulla. Ma non mi serve altro.

Alcuni di voi umani sanno che ogni tanto, io, come le altre anime, mi reincarno in una vita fisica (Francesco è una di queste). Perché lo faccio è troppo lunga da spiegare, magari ve ne scrivo un’altra volta.

Ad ogni modo, ogni volta che inizio una nuova vita fisica, voi la chiamate nascita, per farlo devo abbandonare la Luce. Cosa che per me è veramente difficile. Vivere la vita fisica per me è spesso una sofferenza e per quanto possa riservare (ma non sempre) aspetti piacevoli, non c’è confronto con la vita spirituale.

Così io nasco a vita fisica da genitori che festeggiano la nascita, quando la cosa in realtà per me non ha nulla da festeggiare. Mi fa piacere che mi accogliate bene, ma dovreste comprendere che per me inizia un periodo che in fondo è solo di esercitazione e neppure piacevole.

Un momento che pur tra possibile sofferenza fisica (ma non sempre) e tristezza è invece per me sollievo e felicità per il ritorno a casa tra la Luce, a voi spessissimo provoca disperazione e dolore violentissimo. Sto parlando della morte come vita fisica.

Capisco che qualcuno possa essere triste quando Francesco morirà, ma sappiate che questo significa che io, come sua anima, ho concluso quest’esperienza sul vostro pianeta e ritorno alla Luce, la condizione in cui amo più stare.

Anche se tristi, gioite ogni volta che una vita fisica finisce, perchè un’anima sta tornando a casa. Oltre tutto, nelle prossime vite ci incontreremo nuovamente, quindi non si tratta di un addio, ma di un ciao.

Ve ne ricorderete?

fradefranima

2 Commenti

  1. Mariangela ha scritto il alle :

    Al di là delle battute credere nella reincarnazione può sicuramente agevolare il difficile impatto che la morte ha sulla nostra vita fisica qui sulla terra però credo che festeggiare una nascita non sia mai sbagliato.

    è vero che l’anima dovrà affrontare molte prove e soffrire per ciò, ma ci saranno anche dei bellissimi momenti come ad esempio l’incontro con la sua anima gemella speciale 🙂
    Inoltre, come leggevo ieri nel libro Vita dopo vita, c’è una cosa se c’è anche il suo contrario, altrimenti nn esisterebbe. Se c’è la morte, quindi, c’è anche una nascita e viceversa, perché non festeggiare entrambe?

    🙂 🙂

  2. fradefra ha scritto il alle :

    Ovviamente io sono vicino alla tua idea, Mariangela, xò capisco anke la posizione di fradefranima. Devo dire ke la seconda parte della sua indicazione, cioè ke si debba festeggiare la morte o quanto – nn essere troppo tristi, mi + facile da assimilare ed ormai l’ho fatta mia. La prima mi riesce, egoisticamente, + difficile.

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