C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Scrissi questo raccontino il 2 novembre 2003. Passano gli anni, molto cambia, ma volte alcune cose restano uguali.

In questo caso, resta il mio sentirmi solo, a volte.

fradefra

Pranzo in salotto

04 gennaio 2013 alle 17:40

Pensavo di raccontarti direttamente la cosa, ma poi ho deciso di scrivertelo qui sul blog per farti una sorpresa e condividere il momento anche con gli altri frequentatori.

L’idea m’è venuta ieri sera. Come sai, quando metto a letto i bimbi resto sempre 5 minuti al buio con Lorenzo a chiacchierare di cosa c’è successo di brutto o di bello nella giornata. Ieri Lorenzo mi ha detto, non so che centrasse, che gli piace mangiare in salotto e che gli spiace che capiti solo una volta o due all’anno.

Oggi è il giorno giusto (sai che siamo soli a casa, io e loro due). Di ritorno dal parco, dicendogli che non andremo a mangiare da McDonald’s, gli preannuncio una sorpresa.

In salotto sposto uno dei divani di pelle rossa e creo un po’ di spazio in centro.
Dal muro tolgo la console per usarla come tavolo. Stile Luigi XVI, è un pezzo numerato di Annibale Colombo in legno intarsiato. Mai usata senza tappeto di protezione dall’acqua, stavolta decido che ce la godremo “nature”. L’apro in modo da averla rotonda, in tutto il suo splendore e metto una piccola corsia in Fiandra, in modo da non nascondere i disegni dei legni policromatici.

Piatti piani grandi con bordo dello stesso blu degli altissimi calici di cristallo, parte della mia collezione. Sai che sono un appassionato dei bicchieri, no?
I bimbi si stupiscono di poterci bere (è la prima volta, per loro), anche considerando che oggi non è festa e siamo soli. Roberta, coi suoi due anni e mezzo, è felicissima di poter usare i bicchieri dei grandi…

Naturalmente anche le posate sono quelle dei grandi, così come le sedie e tutto il resto. Una candela gialla ed un piccolo centrotavola di fiori completano l’addobbo.

Che si mangia? Che importa? Per loro conta la novità della cosa, tant’è che sia Lorenzo sia Roberta spazzolano tutto quello che gli metto nel piatto, senza i soliti capricci (per altro sempre minimi).

Tutto è bello e loro sono felici. Io no, anche se sono sereno. Sento un po’ di quel vuoto che i miei bimbi, per quanto io sia innamorato di loro, colmano solo parzialmente.

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