C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Cosa distingue un aspirante cuoco da un appassionato di cucina?

28 marzo 2012 alle 06:27

Sapete che sono Executive Chef della Scuola di cucina maisazi di Vicenza (in realtà siamo in provincia, a Lonigo), quindi spesso faccio statistiche e mi occupo del marketing della scuola. Già, fare lo chef significa che non si cucina soltanto, ma ci sono anche un po’ di attività d’ufficio.

Riflettevo, qualche giorno fa, sulle differenze tra gli allievi dei corsi di cucina per appassionati e gli allievi dei corsi per cuochi come il Corso Cuoco di un anno. Bene, tra le cose che li distingue, ce n’è una divertente.

Si tratta di una domanda che gli appassionati di cucina, ai corsi serali, mi fanno spesso: “Frà, ma cosa ti piace cucinare a casa?

La differenza tra appassionati e cuochi è che quest’ultimi la domanda non me la fanno mai, perché sanno perfettamente qual è la risposta: “a casa non cucino mai nulla, praticamente lo fa quasi sempre Mariangela!

Non che cucinare per me sia solo un mestiere e mi piaccia poco, solo che ovviamente dopo una settimana di cucina, certo non hai ancora voglia di farlo a casa. A dirla tutta, non è il cucinare in sé che mi crea problemi a casa, quanto il riassettare dopo. In fondo, nei vari ristoranti coi quali collaboro ed a scuola, non tocca mai a me sistemare e forse per il fatto che in fondo sono nato da giovane come lavapiatti (anche se passavo parte del mio tempo ad aiutare il cuoco ai fornelli), m’è rimasta una sorta di insofferenza alla cosa.

Per inciso, il mio passato da lavapiatti e factotum in un ristorante m’è servito molto, anche per comprendere che i cuochi dovrebbero preoccuparsi molto di più di ciò che fanno fare ai propri colleghi, ma questo è un altro discorso 

Tornando alla domanda che segna la differenza tra appassionati e professionisti della cucina, mi rendo conto che la cosa tolga un po’ di romanticismo al tutto e che un appassionato preferirebbe pensare che un cuoco a casa delizi la famiglia, ma ovviamente quasi mai è così, quindi conviene dirselo.

Tante donne lo hanno scoperto da sole, quando hanno iniziato una convivenza con un cuoco pensando di non dover cucinare per tutta la vita e si sono rese conto del madornale errore dopo due giorni 

TAG: lavoro

3 Commenti

  1. Mariangela ha scritto il alle :

    Quanto mi piaceva quando non facevi il cuoco di professione e la sera mi cucinavi succulenti pranzetti :p :p :p :p

  2. Fradefra ha scritto il alle :

    Tesoro, per te sono sempre disposto a cucinare. Quando vuoi, organizziamo 🙂

  3. Mariangela ha scritto il alle :

    Allora ci penso e poi ti dico chef :p :p

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