C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Tra il 2003 ed il 2005 andavo spesso ad Orbassano, per lavoro. Ci andai ancora, qualche volta, pur avendo nel frattempo cambiato azienda.

Nel 2005 scrissi questo articolo, sul mio precedente blog. Ve lo ripropongo perché trovo che abbia degli aspetti divertenti.

fradefra

Mille motivi per visitare Orbassano

01 settembre 2011 alle 07:43

Devo fermarmi una settimana in Avio S.p.A, in località Tetti Francesi a Rivalta di Torino.
La segreteria prenota un albergo ad Orbassano. “Sono solo pochi minuti di macchina dall’azienda” – mi dicono ed in effetti è proprio così.

Rifletto sul fatto che un altro paese si aggiunge alla lunga lista di luoghi visitati nella mia vita.

Assieme a Mari arrivo prestissimo e decido di cercare l’albergo prima di andare dal cliente.
Il tempo è bello, ma tutto è ugualmente grigio. Molti capannoni, palazzine dormitorio, campagna un po’ desolata caratteristica delle zone industriali. Potremmo essere a San Giuliano Milanese e non ci sarebbe alcuna differenza.

Quell’oretta basta a comprendere che Orbassano rischia di uscire velocemente dai nostri ricordi, così decidiamo di trovare qualche scusa per trattenercelo.
Da qui l’idea di scrivere quest’elenco di mille motivi per visitare Orbassano.

L’hotel, carino considerando il posto, è stato da poco ristrutturato. La camera è ampia e spaziosa. Tutto sembrerebbe ok se non fosse per il bagno. Non c’è il bidet! Il w.c. ha un’apertura sul lato frontale e con un doccino ci si può lavare restando seduti. Cioè, tu infili la mano dove un istante prima hai fatto pipì, (se non altro). Forse una donna ci riesce, ma per un uomo, a causa di una parte che decisamente in questo caso ostacola, è letteralmente impossibile. Ovviamente l’acqua schizza ovunque ed anche sui pantaloni che stanno proprio lì. No comment, anche considerando che di spazio per il bidet ce ne sarebbe stato d’avanzo.

Formiche. La stanza pare più loro che nostra. Per fortuna il personale si prodiga per tenere sotto controllo il problema.

Nello snack bar dove andiamo a mezzogiorno, il cameriere non conosce il torroncino affogato al caffè!! Vabbè…

La sera usciamo alla ricerca di qualche ristorante. Due in tutto il paese, un pub ed un paio di bar.
In compenso” – dice Mari – “ci sono un sacco di macellerie!
Concludiamo che la carne forse piace.

Una passeggiata per il paese. Ci portiamo la macchina fotografica digitale, ma non c’è proprio nulla da fotografare. Mi spiace, non ho nulla da farvi vedere.

Ci sono alcune iscrizioni su marmo, che raccontano l’antica storia di Orbassano. Si risale addirittura alla fine del 1800, primi 1900. Ehm, molto interessante. Ok, ognuno mostra quello che ha.

Alla stazione di rifornimento scopro che la carta con la quale il circuito dovrebbe essere convenzionato, qui non la prendono. Boh, perché? Ovviamente nessuna indicazione, lo scopri quando è il momento di pagare. Di solito ho poco contante… se fossimo stati in un ristorante, lavavo i piatti!

Unica cosa veramente positiva: una “vineria” dove le bottiglie interessanti sono molte e la gentilezza della proprietaria è veramente avvolgente. A volte basta poco per rivalutare un intero paese.

TAG: viaggi

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