C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Vorrei tanto poter volare

22 agosto 2011 alle 13:55

Due bambini giocavano in un giardino. Lui amava far finta di volare e lei lo seguiva nei suoi volteggi. Con le braccia allargate e guardando verso il cielo, correvano in tondo scavalcando le panchine ed i piccoli muretti che delimitavano le zone gioco.

Una vecchina voleva attraversare la strada che delimitava il giardino, ma non osava muovere il primo passo a causa delle tante macchine che sfrecciavano.

I due bambini si fermarono qualche istante a guardarla e dopo un reciproco segno andarono ad aiutarla.

La vecchina non aveva nulla da fare e così accettò l’invito dei due a giocare con loro. Li guardò a lungo e li ringraziò quando loro divisero con lei l’unico panino che avevano.

Nei giorni successivi la scena si ripetè frequentemente. La nonnina, ormai i due bambini la chiamavano così, giocava con loro e spesso mostrava nuovi giochi.

Un giorno la nonnina li invitò a casa sua. I bambini, per nulla intimoriti, la seguirono in una stupenda villa piena di fiori sui balconi e alle finestre. All’interno, bellissimi mobili erano tenuti in ordine e non si vedeva traccia di polvere o sporco. Il tè che offrì loro era ottimo ed i pasticcini pure. Consumarono il tutto giocando su un vecchio tappeto dall’aspetto consumato, seppur lindo.

La vecchina stava male. I due bambini andarono tutti i giorni a farle visita, trovandola sempre ad attenderli seduta sul tappeto, con vassoi di pasticcini, succhi di frutta e giochi per loro. La casa sembrava sempre disabitata e nessun altro andava a trovare l’anziana signora, apparentemente ricca e benestante.

Un giorno non trovarono più la nonnina. Alcuni adulti dissero che la vecchina era andata in posto molto lontano, che non sarebbe più tornata e che loro non potevano più andare a giocare in quella casa. Dissero anche che lei aveva lasciato detto che avrebbero potuto prendere il vecchio tappeto in suo ricordo. Sembravano cattivi, questi adulti, e niente affatto simpatici. I due bambini presero il tappeto ed andarono.

Erano nel loro vecchio giardino dove ormai molti mesi fa avevano conosciuto la vecchia amica. Seduti sul tappeto, si guardavano tristemente senza troppa voglia di giocare.

Improvvisamente qualcosa si mosse. Il tappeto sembrava vibrare. Si alzò pian piano e da una piega cui non avevano fatto caso, uscì un foglio ripiegato. “Cari amici miei,” – vi era scritto – “non sono triste per il fatto di morire, quanto per il non potervi più vedere in questa vita. So che vi piace volare e mi ricordo ancora di quando vi conobbi, mentre giocavate così. Spero che questo tappeto magico possa rendervi felici. Vi amo tanto.

Il tappeto partì volando verso oriente, mentre loro, seduti senza paura, sorridevano felici.

TAG: fantasy

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