C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Scrissi questo racconto fantasy nel febbraio del 2003. Rileggendolo, però, anche alla luce del lavoro come cuoco che ormai mi impegna a tempo pieno, mi rendo conto di quanto sia ancora, purtroppo, attuale.

fradefra

Una vita in guerra

17 maggio 2011 alle 17:07

Ormai ci siamo scordati del perché siamo in guerra e probabilmente è così anche per il nemico.

Quando parliamo della Guerra, si sa di quale si tratta. Ci sono tante altre guerre minori, ognuna col suo nome ma quella con la g maiuscola è una sola, quella che dura da sempre.

Avevo chiesto, tempo fa, quale fosse stata l’origine ma gli Informatori mi avevano detto che non si sapeva più. La Memoria Centrale a questa domanda non risponde e l’unica cosa che sappiamo è che dal Comando Centrale gli ordini ci dicono cosa fare a proposito.

Dominiamo questo pianeta dalla notte dei tempi, ma non ci è chiaro perché quarantamila Cicli fa il Comando Centrale decise di consentire al nostro nemico di evolversi e creare molti insediamenti tra noi e, ancora più strano, le Direttive ci vietano tutt’ora di sterminarlo. Sarebbe semplicissimo ed invece stranamente c’è imposto solo di intervenire periodicamente per terminare un milione o due di loro, ma senza mai arrivare alla svolta decisiva.

Il mio Clone-Madre mi disse, prima di esaurirsi, che il rispetto delle Direttive era fondamentale per la conservazione della nostra specie e che anche se spesso incomprensibili, vi erano sempre dei motivi, forse noti al Comando.

È triste pensare che ormai la vita di tutti noi si confonde con questa guerra eterna al punto che nessuno di noi si ricorda come vivessimo prima.

La Memoria ci racconta che qualche Ciclo addietro il nemico ci aveva inflitto leggere perdite che ci avevano costretto ad alcune mutazioni preventive per garantire la possibilità di vita ai nostri Cloni-Figlio. Eravamo stati attaccati con agenti distruttori kamikaze che per fortuna non erano riusciti a cessare più di qualche centinaio di miliardi di noi. Poco danno ma, più che altro, l’evidenza che il nemico aveva l’idea di poter in qualche modo attaccare.

Molti di noi allora non s’erano spiegati perché dal nostro Comando non fosse giunto l’ordine di attacco definitivo. Evidentemente una ragione c’era e c’è tutt’ora.

Le mie Specifiche di nascita mi guidano nella mia giornata e nella Guerra insegnandomi via via le tecniche che mi necessitano e l’uso dei linguaggi di comunicazione con gli Informatori che hanno l’incarico di distribuire le Direttive del Comando Centrale.

Sto per dare corso al mio ultimo ordine assieme ai miei Cloni-Fratelli. Siamo un battaglione di vari miliardi e ci accingiamo ad entrare in uno degli insediamenti del nemico (loro lo chiamano “città”). Facilitati dalle loro continue battaglie interne, anche stavolta prevediamo il pieno successo dell’operazione. Noi cesseremo di esistere ma la Memoria conserverà la nostra identità, mentre loro, organismi autonomi uno dall’altro e senza alcun coordinamento e memoria storica centrale, cessando di esistere sottrarranno alla loro specie la possibilità d’avere un futuro.

La nostra dominazione del pianeta è fondata sulla capacità di condivisione di noi Batteri. Nelle altre specie, invece,  la totale mancanza di Memoria impedisce l’evoluzione sull’esperienza. Gli Umani (si chiamano così, tra loro) hanno tentato varie volte di creare una Memoria artificiale, ma per fortuna i loro sforzi sono stati vani ed il successo impedito dal desiderio di autonomia e potere di ogni loro singolo individuo.

 

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