C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Con questo racconto inizio una nuova saga con tre personaggi: Lei, Lui e l'Altro.

Presento lei, il personaggio femminile che, vi anticipo, si chiama Smilla. Piano piano potrai scoprire come vive, come pensa, cosa fa.

La seconda puntata è Ancora lei: momento hard.

La terza puntata è Lui: telefonata alle 5.

fradefra

P.S. La serie risale al 2005, in questi giorni la sto ripubblicando un po' alla volta e forse la completerò.

Lei: ritorno serale

09 maggio 2011 alle 13:38

Si guardò attorno un istante, poi girò la chiave ed entrò spingendo la porta con un piede. Le mani erano troppo occupate tra sacchetti della spesa, il notebook, un piccolo ombrello e l’immancabile borsetta.

Mise tutto sul tavolo, tolse le scarpe ed a piedi scalzi andò in bagno. Dato che il pavimento era freddo, istintivamente poggiò i piedi sul bidet stando seduta di traverso sul w.c, come faceva sin da piccola. Decise che dopo avrebbe messo un paio di calzini coi gommini. Forse non erano sexy, ma stasera lui non sarebbe passato e comunque sarebbe stato uguale.

Accese la televisione, si versò una bibita e gironzolò un paio di minuti per casa senza far nulla di preciso. Ci abitava da poco, sapeva che non era la sua dimora definitiva, ma le piaceva. Era sua ed al ritorno da lavoro quei pochi momenti di relax la facevano star bene.

Mise a posto la spesa ascoltando la segreteria che come al solito non aveva messaggi, dato che tutti la chiamavano al cellulare. Non toglieva il fisso solo per gli amici con cui spesso stava ore al telefono. Il gossip era la sua passione.

Non aveva molta fame. Decise di scottare nel forno due salsicce, non senza averne assaggiato un pezzetto crudo, aggiunse del formaggio ed un bicchiere d’acqua minerale naturale. Qualcuno alla televisione parlava, ma lei ascoltava distrattamente. Il cane del vicino abbaiava.

Stava bene. Dall’esterno poteva sembrare annoiata, in realtà non era così. Era stata coinvolta in mille progetti ed ora aveva voglia di un periodo di tranquillità. Poi, invece, finiva comunque per avere tutte le serate piene. Uno dei motivi per cui era andata via di casa era proprio poter fare quello che voleva organizzando da sola il proprio tempo.

Il cellulare suonò.
Ciao – la voce maschile era gradevole – ci vediamo domani?
Lei riflettè un istante. Aveva voglia di vederlo, ma al tempo stesso il dubbio che l’eccessiva frequentazione la portasse alla noia, ogni tanto l’assaliva.
Ok – rispose – Facciamo un happy al solito posto?
– disse lui. – Tutto ok questo pomeriggio?
Bene, al solito. Ci sentiamo dopo?
Ok, ciao.
Ciao.

Lui le piaceva molto e ne era innamorata, però a volte le pareva che qualcosa le mancasse. Scacciò il pensiero dicendosi che erano solo paturnie del momento.
Estrasse l’agenda per segnare l’appuntamento e si fermò un istante a guardare, rigirandola tra le dita, la bellissima penna verde da cui non si separava mai.

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