C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Grecia: un viaggio nella culla della nostra civiltà

03 febbraio 2011 alle 12:55

Una grande sensazione di pace e tranquillità, molta serenità e la calma e sicurezza di una civiltà millenaria cosciente di rappresentare qualcosa, ma desiderosa di apprendere ancora. Queste le sensazioni che mi restano del mio viaggio nella Grecia antica.

Dall’Argolide, il tour mi aveva portato a toccare tutte le mete più importanti della cultura culla della civiltà mediterranea, facendomi sentire come ritornato indietro nel tempo.

Mentre ci spostavamo da una città all’altra ascoltando la guida che ci raccontava gli aneddoti più curiosi sugli antichi eroi della Grecia, non potevano non tornarmi alla mente Omero ed i suoi personaggi.

Micene, una cittadina solitaria di cui vediamo le vestigia e che ci fa riflettere sull’organizzazione civica possibile tremila anni fa. Ho visto le tombe e i resti delle case. Attorno una grande calma, un leggero venticello, tanto verde.

La tomba di Atreo, padre di Menelao e di Agamennone, ricorda l’entrata di quelle della Valle dei Re sul versante occidentale del Nilo, nei pressi di Luxor. L’interno però è molto diverso. Tipicamente achea, di pietra grezza, monumentale nella sua superba ed austera nudità, mi fa vivere un’era di guerre e di battaglie, un età dominata da popoli forti, fieri e dominatori.

Epidauro, teatro di cui ancora si studiano i misteri acustici che consentono di sentire perfettamente i sussurri degli attori sull’orchestra sino all’ultimo anello degli spettatori. Un panorama stupendo fa da scena naturale dimostrando la grande maestria degli architetti di allora che rari erano nella capacità d’integrare le costruzioni nel contesto. Solo a Taormina ho avuto modo di vedere un altro simile anfiteatro. Si comprende perché gli antichi della Grecia viaggiassero per un mese per essere presenti alla stagione delle opere.

L’acropoli di Atene mi riserva emozioni indescrivibili. Siamo su un colle attorno al quale ruota tutta la nostra civiltà. La Grecia è la culla e Atene la rappresenta. Tutto intorno, un’enorme città che si adagia in orizzontale coprendo l’orizzonte. I templi, i monumenti e le colonne ci sovrastano togliendoci il respiro ma donandoci la calma e la serenità di un popolo che migliaia di anni fa si pose dubbi e cercò le strade che portarono a ciò che oggi noi siamo, nel bene e nel male.

Di ritorno all’Apollo Beach, il nostro villaggio turistico a Porto Heli, una giovane donna chiede all’amica: “chi era quel signore di cui abbiamo visto la montagna a forma di tomba?” – “Di Agamennone, cara” – risponde l’amica benevolmente. Il “signore” riposa ed io sorrido e penso che in fondo anche questa è la vita, in Grecia e nel mondo.

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