C'è stato un sogno, una volta, che era Roma. Si poteva soltanto sussurrarlo. Era cosí fragile. ... sarà realizzato!     [Marco Aurelio, in Il Gladiatore, di Ridley Scott]

Scrissi questo pensiero nel maggio 2003 in occasione di un lutto. Tutto passa, ma il pensiero resta valido ed è questo il motivo per cui lo ripropongo.

Dedicato anche a tutti coloro che anche oggi hanno una lacrima che non può scorrere.

4 maggio 2003 – Una lacrima nascosta

06 ottobre 2010 alle 05:58

L’impotenza è una delle cose che più ti fanno soffrire. Una persona cara soffre e tu sai che puoi fare ben poco per aiutarla se non parlarle. Parlarle senza dirle le banalità che si dicono in situazioni come questa, quando anche se preparato scopri di soffrire comunque per la perdita di un familiare.

L’impotenza ti pare che abbia una sua consistenza, tanto è fastidiosa e dolorosa. Non sai che fare, non sai che dire, non sai che pensare, non sai come non farti travolgere dagli eventi e mollare tutto per andare.

Una lacrima dentro di te scivola lentamente e ti pare di sentirne l’amaro in bocca. È ancora più amara per il non poterle consentire il suo corso naturale lungo le pieghe del viso, là dove la natura ha predisposto il suo tracciato.

Si suol dire che il tempo guarisce ogni ferita, ma la sensazione d’impotenza è superabile solo col fare qualcosa. Magari anche solo scrivere un pensiero su un blog, dove altri leggeranno e capiranno e dove la memoria elettronica conserverà il momento consentendo di rendere più esplicita la lacrima nascosta.

TAG: pensieri

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